L’implementazione delle nuove tecnologie di Realtà Virtuale nel flusso di lavoro end-to-end

L’implementazione delle nuove tecnologie di Realtà Virtuale nel flusso di lavoro end-to-end
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La realtà virtuale (VR) è una delle tecnologie più discusse con applicazioni in tutti i settori dal finanziario allo scientifico, tuttavia la percezione comune è che la VR sia applicabile esclusivamente al mondo dell’intrattenimento: videogame e video a 360° su YouTube.

La realtà è ben diversa, sicuramente le soluzioni consumer hanno il pregio di far conoscere la VR al grande pubblico ma c’è una grande differenza tra la fruizione di contenuti VR e la loro creazione, detta anche ProVR o Realtà Virtuale Professionale, che può portare grande valore alle imprese.

Tutti i settori, da quello dei media a quello energetico possono trarre vantaggio dalla ProVR e, nel corso degli ultimi anni i professionisti di diverse discipline hanno potuto beneficiare di un rapido incremento nell’accessibilità alla tecnologia. Un importante vantaggio della ProVR è la capacità di scalare in maniera massiva da specifiche aree aziendali a molteplici flussi di lavoro end-to-end che coinvolgono l’intera azienda, rivoluzionandone il modo di fare business. I professionisti possono oggi toccare con mano come la realtà virtuale possa aggiungere reale valore, rivoluzionando il modo in cui lavorano.

Che si tratti di un CEO che passeggia negli ambienti della nuova sede, anche con differenti condizioni di luce, prima ancora che inizino i lavori, dei responsabili della sicurezza che esaminano gli ambienti per il nuovo ospedale prima dell’approvazione finale del progetto, o uno studente di medicina che si forma simulando operazioni chirurgiche, questi scenari sono oggi riproducibili con una qualità e fedeltà visiva realistiche grazie all’incredibile potenza di calcolo delle GPU delle Workstation Lenovo con schede grafiche NVIDIA Quadro Pascal.

Ad esempio, la VR consente ai progettisti che lavorano in differenti località del mondo di collaborare  in ambienti virtuali producendo in tempo reale, e senza soluzione di continuità, mock-up, iterazioni di sviluppo e revisioni dei progetti, in modo da valutarne la portata e la fattibilità e ottenere un feedback immediato.

Anche le compagnie di assicurazioni stanno formando i loro periti con tecnologie di realtà virtuale che consentono loro di effettuare rilievi dei sinistri sulle automobili senza osservare fisicamente il veicolo. Infatti, grazie alla VR è possibile visitare un’officina virtuale, indossare un visore ed esaminare una scansione 3D dell’auto incidentata, riducendo sensibilmente i costi legati alle infrastrutture per la formazione (aule, officine).

Come scalare la VR: dall’uso in mobilità alle VR Cave immersive

I professionisti che desiderano mantenere la loro competitività devono abbracciare la realtà virtuale, inizialmente anche con un solo sistema VR composto da un visore e una workstation portatile o desktop, ad esempio un ThinkPad P71 o una ThinkStation P320 con NVIDIA Quadro P400. Questa semplice combinazione può essere la base per creare una presentazione di vendita in realtà virtuale, gestire riunioni con i clienti o creare contenuto in mobilità.

Più diventano avanzati i progetti di VR, ad esempio includendo gruppi più ampi e collaboratori esterni, sarà necessario aggiungere potenza di calcolo, memoria e potenza grafica, in modo da ottenere un’esperienza di realtà virtuale. È in quest’ambito che entra in gioco la scalabilità di workstation a doppia CPU quali le Lenovo ThinkStation P920 e P720. La potenza e le prestazioni di simili configurazioni sono alla base di un’esperienza VR improntata alla collaborazione, infatti un sistema VR integrato con una ThinkStation a fare da snodo centrale aiuta gli utenti a trarre il massimo dalle potenzialità di un ambiente collaborativo virtuale.

Questo livello può inoltre scalare verso ambienti VP proiettati di maggiori dimensioni, che incorporano proiettori 4K ad alta risoluzione anche oltre i 100 pollici di dimensioni. Ciascun proiettore sarebbe controllato da una workstation che consentirebbe a molteplici utenti nello stesso spazio fisico di collaborare in spazi di realtà virtuale.

Possono inoltre essere utilizzate tecnologie quali NVIDIA Quadro VR SLI, che consentono a ciascun occhio all’interno di un visore di essere di essere riprodotto dalla propria GPU. Questa configurazione dà prestazioni ancora maggiori e la migliore qualità possibile per un’esperienza di VR. Se poi si sceglie il Massimo, si può optare per una VR cave – un sistema di realtà virtuale con un massimo di 6 piani di visualizzazione ortogonali fissi – contenente molteplici workstation e proiettori ad alta risoluzione che proiettano su ciascuna delle sei pareti della cave.

Creare una buona esperienza di realtà virtuale

Le esperienze di realtà virtuale, o sono buone o non lo sono e c’è poco spazio per le sfumature. Per assicurarsi un’esperienza di VR ideale sono necessari livelli adeguati di prestazioni grafiche e di calcolo. Ecco perché scegliere la configurazione corretta della workstation è fondamentale per impostare la migliore soluzione VR. Se l’obiettivo è il miglior ritorno sull’investimento, collegato a un sistema che dà le migliori prestazioni, ha senso guardare al lungo termine e scegliere un sistema che possa crescere con l’espandersi dei progetti in VR in azienda.

Una prima considerazione dovrebbe essere la scelta delle schede grafiche, in quanto l’esperienza VR dipende direttamente dalla GPU della workstation. Assicurarsi di avere una scheda grafica di potenza adeguata con sufficiente memoria, è quindi di fondamentale importanza per assicurare una velocità di refresh elevata e abbastanza spazio per immagazzinare dati e scene 3D. Al crescere delle dimensioni, della complessità e del livello di dettaglio dei modelli, la memoria grafica può diventare un fattore limitante. Un’insufficiente memoria grafica è una tipica causa di latenza, perdita di fotogrammi fino ad arrivare ad un senso di nausea nell’uso.

Parlando di memoria, la scelta ideale raccomandata sono 32GB di memoria di sistema. Per quanto riguarda il processore sarà necessario configurare la workstation con una capacità di calcolo sufficiente a sostenere la scheda grafica, le applicazioni e i driver. In genere è richiesta una frequenza di clock di almeno 3,4 GHz, quindi non sono necessari investimenti esorbitanti. La maggior parte dei software di VR è a thread singolo, il che lascia sufficiente capacità nei core della CPU, anche se i motori di rendering aggiuntivi e le funzioni di data processing possono impattare sulle prestazioni della CPU. Quattro core sono normalmente sufficienti per evitare colli di bottiglia. I processori Intel Xeon sono particolarmente performanti in questo campo, con un buon equilibrio fra potenza di calcolo e affidabilità.

A cura di Fabrizio Falcetti, Workstation Manager Lenovo Italia


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Categorie: Hi-Tech