Allora è vero: il sensore delle impronte può andare sotto il vetro

Vivo rende ufficiale quando sapevamo già: è suo il primo smartphone con lettore biometrico integrato nel display. Battuta la concorrenza di Samsung e Huawei

Al CES 2018 di Las Vegas Vivo, compagnia cinese che realizza smartphone, ha mostrato dal vivo il suo cellulare con sensore di impronte sotto il display. Qualche settimana fa avevamo scritto di come l’azienda avesse stretto una partnership con Synaptics per essere la prima, tra i top brand al mondo, a ospitare il particolare chip sottopelle che permette agli utenti di autenticarsi semplicemente toccando un’area sul pannello touch. Tecnicamente, il riconoscimento dell’impronta è reso possibile da un fascio che illumina il dito e che cattura i particolari biometrici da inviare al sensore integrato, così da effettuare il riconoscimento.

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Invece di essere a diretto contatto con il lettore, come avviene sui telefonini odierni, la soluzione di Synaptics sfrutta l’OLED per combaciare le informazioni e validare l’accesso. Un metodo a più strati che necessita di essere messo alla prova pratica per capire quanto sia davvero utile e come risponda agli sblocchi quotidiani. Intanto Vivo ha già un record: aver battuto la concorrenza di Samsung e Huawei, le prime due produttrici di smartphone al mondo, per l’adozione della tecnologia.

Il sensore è tornato sul fronte

Da oltre due anni Vivo e Synaptics hanno lavorato alla finalizzazione del sensore, che presto approderà su un modello di smartphone della cinese. Un po’ come successo per la commercializzazione del processore Snapdragon 835, per il quale Samsung aveva un’uscita in anteprima, il brand orientale beneficerà dell’accordo per fregiarsi del titolo di prima compagnia ad aver prodotto un telefonino con tale tecnologia. C’è da dire che il mercato pare andare in un’altra direzione, quella del Face ID e della scansione del volto, però è innegabile come molti preferiscano ancora piazzare il loro dito sul dispositivo piuttosto che premere un pulsante e attendere, seppur per pochi secondi, l’autenticazione visiva.

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La scelta migliore sarebbe integrare entrambe le soluzioni a bordo del terminale, ridando agli utenti la comodità di sbloccare il device in maniera pratica, senza doversi posizionare per bene dinanzi al display o cercare il tastino da qualche parte dietro lo chassis. Non sappiamo come e quando la biometria di Synaptics diventerà realtà per la massa ma le premesse per un arrivo nell’anno in corso ci sono tutte.