bambini – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Wed, 07 Nov 2018 14:31:44 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png bambini – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 McAfee e LG insieme per la sicurezza dei bambini che utilizzano smartphone LG https://www.datamanager.it/2018/08/mcafee-e-lg-insieme-per-la-sicurezza-dei-bambini-che-utilizzano-smartphone-lg/ Fri, 03 Aug 2018 12:00:10 +0000 http://www.datamanager.it/?p=152014 McAfee Safe Family aiuta i bambini a vivere un’esperienza online più sicura McAfee annuncia un ulteriore sviluppo nella partnership con LG con l’obiettivo di preinstallare McAfee Safe Family su LG G7 ThinQ, Q7, Q7+ e Q Stylus in 32 paesi europei. Inoltre, su tutti gli smartphone che LG rilascerà da oggi in poi sarà preinstallato […]

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McAfee Safe Family aiuta i bambini a vivere un’esperienza online più sicura

McAfee annuncia un ulteriore sviluppo nella partnership con LG con l’obiettivo di preinstallare McAfee Safe Family su LG G7 ThinQ, Q7, Q7+ e Q Stylus in 32 paesi europei. Inoltre, su tutti gli smartphone che LG rilascerà da oggi in poi sarà preinstallato McAfee Safe Family. Grazie a questa collaborazione, gli utenti di smartphone LG potranno usufruire di una soluzione efficace di parental control che aiuterà i genitori a gestire al meglio l’esperienza online dei propri figli.

Secondo una recente ricerca McAfee, l’80% dei genitori conferma di essere preoccupato delle interazioni online del proprio bambino, e il 34% ha scoperto che il proprio bambino ha visitato un sito web inappropriato sul proprio dispositivo. Questi risultati, uniti all’uso indiscriminato che si fa oggi dei dispositivi mobili, sottolineano la necessità di fornire ai genitori una soluzione semplice che li aiuti a gestire il comportamento online dei loro figli.

“Mentre il numero di bambini che usano i telefoni cellulari continua a crescere, diventa essenziale che i genitori creino un ambiente più sicuro nel quale i loro figli possano interagire con il mondo online su dispositivi mobili” ha commentato Gary Davis, chief consumer security evangelist di McAfee. “Preinstallando McAfee Safe Family sui suoi smartphone, LG si unisce a noi nel nostro impegno per dare a genitori e ragazzi una soluzione che renda le interazioni online sicure e piacevoli”.

Principali caratteristiche della soluzione:

  • Monitoraggio e blocco di app e web – Blocca app e URL singolarmente o per categoria
  • Controllo dell’ora dello schermo – Limita l’ora dello schermo per impedire ai bambini di utilizzare i dispositivi in determinate ore del giorno, ad esempio la mattina presto o la sera tardi.
  • Monitoraggio localizzato – Permette ai genitori di monitorare i bambini su una mappa, dando la possibilità di conoscere la posizione tramite dispositivi collegati
  • Timeout digitale in 1 clic – Premendo il pulsante di pausa, i genitori possono impostare il timeout per impedire ai bambini di accedere ai loro dispositivi.
  • Protezione dalla disinstallazione – Impedisce ai bambini di disinstallare Safe Family impostando un codice PIN sull’app.

Disponibilità di McAfe Safe Family su smartphone LG

McAfee Safe Family è attualmente disponibile sugli smartphone G7 ThinQ, Q7, Q7+ e Q Stylus in 32 mercati europei. Altri clienti LG possono scaricare McAfee Safe Family tramite lo store online LG Smart World. I clienti che sceglieranno di prolungare la prova trasformandola in un abbonamento, riceveranno una prova gratuita di 60 giorni con una tariffa mensile scontata.

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Bambini e Web: 10 consigli di Cynny per una navigazione più sicura https://www.datamanager.it/2018/07/bambini-e-web-10-consigli-di-cynny-per-una-navigazione-piu-sicura/ Wed, 11 Jul 2018 10:21:22 +0000 http://www.datamanager.it/?p=151083 Un bimbo su cinque entra in contatto con uno smartphone già nel primo anno di vita e fra i 3 e i 5 anni, l’80% è in grado di usarlo. Ma cosa facciamo per filtrare i contenuti e proteggere i dati personali dei minori? La soluzione totale si chiama MorphCast I genitori lo sanno: l’età in cui […]

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Un bimbo su cinque entra in contatto con uno smartphone già nel primo anno di vita e fra i 3 e i 5 anni, l’80% è in grado di usarlo. Ma cosa facciamo per filtrare i contenuti e proteggere i dati personali dei minori? La soluzione totale si chiama MorphCast

I genitori lo sanno: l’età in cui avvengono le prime esperienze d’intrattenimento attraverso uno smartphone o un tablet si sta abbassando sempre più. Un sondaggio condotto in Italia dal Centro per la Salute del Bambino Onlus di Trieste, in collaborazione con l’Associazione Culturale Pediatri, evidenzia che un infante su cinque entra in contatto con il telefonino addirittura nel primo anno di vita. L’80% dei bambini tra i tre e i cinque anni sa utilizzare lo smartphone o il tablet per aprire le app di gioco e quelle che riproducono i cartoni animati. Ma esiste un’età giusta per iniziare a navigare? Secondo la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale, smartphone e simili andrebbero vietati fino ai 10 anni, mentre molti pediatri americani li sconsigliano solo prima dei 24 mesi.
Comunque la si pensi, la sicurezza online è una priorità, a maggior ragione quando davanti allo schermo ci sono dei bambini.

Cynny è un’azienda fiorentina con sedi in USA, Regno Unito, e da qualche giorno anche in Cina. Particolarmente sensibile al tema della sicurezza online, Cynny ha sviluppato la tecnologia MorphCast che possiamo vedere in azione sul nuovo sito www.morphcast.com e che, fra le altre cose, introduce un sistema innovativo per tutelare i dati degli utenti.

Per l’occasione, Cynny ha stilato dieci regole per proteggere i piccoli dalle insidie del Web.

  1. Scegliere i filmati su YouTube
    YouTube è l’app preferita dai piccoli, ma prima di fare per loro una ricerca di video è consigliabile disattivare la riproduzione automatica regolata dall’algoritmo e scegliere di persona ogni filmato che verrà visualizzato. Diffidiamo di quei titoli che riportano un ammasso di parole chiave attraenti per i piccoli
  2. Occhio alle chat
    Le chat sono il luogo preferito dai predatori della rete. Se vostro figlio non può fare a meno di chattare con i suoi coetanei facciamo in modo che utilizzi il nostro telefono e solo per qualche minuto.
  3. Leggere le informative
    Ogni servizio dovrebbe spiegare bene in che modo gestisce i dati personali degli utenti. Se le informative non sono chiare o non ci convincono, lasciamo perdere. Se dobbiamo creare un profilo utente è bene farlo insieme al proprio figlio, e conoscerne la password.
  4. Attenti ai permessi
    Quando, al momento dell’installazione, un’app ci chiede il permesso di accedere alle foto e alla rubrica, un’attenzione particolare andrebbe rivolta alla provenienza e affidabilità del programma. Se si ha un dubbio, meglio disinstallare subito. Particolare attenzione meritano le app che consentono di fare acquisti in-app; se sono serie, dovrebbero anche consentire di disattivarli o bloccarli.
  5. Attenzione ai link
    Quando scopriamo un sito o un’app che potrebbero interessare i nostri figli, sarebbe opportuno esplorare il contenuto e controllare che tipo di link e pubblicità propone. La presenza di collegamenti che portano a pagine esterne va considerato con sospetto, se non se ne conosce il contenuto.
  6. Impostare il parental control
    Prima di dare uno smartphone in mano a un bambino è necessario cambiare alcune impostazioni. Sia su Android, sia su iPhone, è possibile attivare il parental control per limitare l’accesso ad alcune app e bloccare gli acquisti. Inoltre, si possono filtrare i risultati dei motori di ricerca, tracciare la navigazione e impedire la cancellazione della cronologia.
  7. Google Play Store
    Per proteggere i propri figli da applicazioni non adatte alla loro età, sugli smartphone Android è possibile impostare un account Famiglia sul Google Play Store. In questo modo, quando il figlio vorrà scaricare un’applicazione dal proprio smartphone, i genitori riceveranno una notifica e dovranno fornire il consenso all’operazione.
  8. Utilizzare software specifici
    Esistono software pensati per garantire una navigazione protetta ai bambini. Di solito, tengono in considerazione due aspetti: le liste nere e l’analisi lessicale. Nella lista nera finiscono tutti i siti classificati come inadatti, mentre l’analisi lessicale controlla in tempo reale e censura le pagine che ospitano temi specifici, come razzismo, droghe, ecc. Il limite più grande di questi software sta nell’incapacità di analizzare contenuti in altre lingue o non testuali, come video e immagini.
  9. Computer in vista
    Se i nostri bimbi usano un computer fisso, il consiglio è di tenerlo in un luogo centrale della casa: in cucina, in salotto, ma non nella camera dei piccoli. Anche un tablet o uno smartphone andrebbero usati solo in aree da dove è possibile tenerli sotto controllo.
  10. Internet e la vita reale
    Far capire ai ragazzi che le azioni sul web possono avere conseguenze nella vita reale è fondamentale. Spieghiamo loro di non compilare mai nessun modulo senza la nostra autorizzazione e non rispondere mai a email o richieste di contatto.

La soluzione definitiva

Come abbiamo visto, le problematiche da gestire sono tantissime, ma questo è il presente. Quali scenari ci riserva il futuro? La risposta è MorphCast un nuovo formato multimediale adattativo che coinvolge il pubblico proteggendone la privacy. Lo fa grazie a una tecnologia rivoluzionaria in grado di riconoscere l’età, il sesso e le espressioni di una persona attraverso la fotocamera del computer o dello smartphone. Tutto questo senza comunicare tali informazioni al sito che si sta visitando. MorphCast si accorge immediatamente se il dispositivo è usato da un minore e capisce anche se la sua espressione è di disgusto, panico o di gioia. Di conseguenza, può consentire o negare a monte la visione di contenuti inappropriati.

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Bambini, ragazzi e mondo online: cosa cercano e dove navigano i più piccoli https://www.datamanager.it/2018/07/bambini-ragazzi-e-mondo-online-cosa-cercano-e-dove-navigano-i-piu-piccoli/ Thu, 05 Jul 2018 16:30:25 +0000 http://www.datamanager.it/?p=150757 La scuola è finita e bambini e ragazzi hanno più tempo libero per giocare e rilassarsi, ma anche per usare dispositivi tecnologici e navigare online. Ma cosa cercano davvero i bambini su Internet? Se lo è chiesto Kaspersky Lab che ha recentemente realizzato un nuovo report analizzando i dati rilevati dalle soluzioni e dai moduli […]

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La scuola è finita e bambini e ragazzi hanno più tempo libero per giocare e rilassarsi, ma anche per usare dispositivi tecnologici e navigare online. Ma cosa cercano davvero i bambini su Internet? Se lo è chiesto Kaspersky Lab che ha recentemente realizzato un nuovo report analizzando i dati rilevati dalle soluzioni e dai moduli con funzionalità di protezione dei minori dei propri prodotti

Il report di Kaspersky Lab raccoglie dati anonimi a livello globale dalle soluzioni consumer di Kaspersky Lab per PC Windows e Mac, con il modulo “Parental Control” acceso, e di Kaspersky Safe Kids, la soluzione stand-alone per dispositivi Windows, Mac, iOS e Android.

Il report presenta i risultati delle ricerche degli ultimi 6 mesi nelle dieci lingue più popolari (da novembre 2017 a maggio 2018): i dati mostrano che la categoria video e audio – che comprende le richieste relative a qualsiasi contenuto video, servizi di streaming, video blogger, serie e film – è tra quelle più “cercate” dai più piccoli (il 17% delle ricerche totali). Il secondo e il terzo posto sono rispettivamente occupati dai siti di traduzione (14%) e di comunicazione (10%). È interessante notare che i siti web di giochi si posizionano al quarto posto, generando solo il 9% delle richieste di ricerca totali.

Inoltre, si può anche notare una chiara differenza linguistica nelle richieste di ricerca: ad esempio, i siti web di video e musica sono tipicamente ricercati in inglese, il che può essere spiegato dal fatto che la maggior parte dei film, serie TV e gruppi musicali hanno nomi inglesi. Invece i bambini di lingua spagnola eseguono più richieste di siti per traduzioni, mentre i servizi di comunicazione sono per lo più ricercati da chi usa la lingua russa. I bambini di lingua cinese sono quelli che cercano maggiormente servizi educativi, mentre i bambini francesi sono più interessati ai siti web di sport e giochi. Le richieste in lingua tedesca dominano nella categoria “shopping”, mentre il numero principale di ricerca di contenuti a carattere pornografico sono in arabo, mentre quelle che riguardano gli anime sono in giapponese.

“I bambini dei diversi paesi mostrano di avere interessi e comportamenti online differenti, ciò che li accomuna è la necessità di essere protetti online da contenuti potenzialmente dannosi. I bambini che cercano contenuti animati potrebbero accidentalmente aprire un video con contenuti pornografici. Oppure potrebbero iniziare a cercare video innocenti e finire involontariamente su siti web con contenuti violenti, che potrebbero avere un impatto anche a lungo termine sulle loro menti, maggiormente impressionabili e vulnerabili”, afferma Morten Lehn, General Manager Italy di Kaspersky Lab.

 

Oltre ad analizzare le ricerche, il report di Kaspersky Lab esamina anche i siti web che i bambini hanno visitato, o tentato di visitare, con contenuti potenzialmente dannosi, rientrando in una delle 14 categorie preimpostate  per il possibile blocco del modulo “Parental Control” nelle soluzioni di Kaspersky Lab negli ultimi 12 mesi. I dati mostrano che i siti di comunicazione (come ad esempio i social media, i servizi di messaggistica o le email) sono stati quelli più visitati dai PC con il “controllo genitori” attivato, riguardando il 60% dei casi negli ultimi 12 mesi. Tuttavia, la percentuale di questa categoria sembra essere in calo di anno in anno, poiché i dispositivi mobili ricoprono un ruolo sempre più importante nelle attività online dei più piccoli.

La seconda categoria più popolare di siti web visitati da questi utenti è quella “software, audio e video” (pari al 22%). I siti web con questo tipo di contenuto sono diventati molto più popolari rispetto all’anno scorso, quando era solo la quinta categoria più popolare, con una percentuale pari al 6%. Il terzo posto è occupato dalla categoria “alcol, tabacco e siti web sulle droghe” (6%), una novità rispetto ai risultati dello scorso anno e rispetto allo stesso periodo.

La tendenza ad utilizzare maggiormente i dispositivi mobile per connettersi a Internet è nuovamente evidenziata nelle cifre relative ai siti web di gioco, che ora sono solo al quarto posto nella lista dei siti visitati da PC, corrispondendo al 5% dell’attività online. Considerato che i bambini mostrano sempre più una preferenza per i giochi su dispositivi mobile piuttosto che per i giochi per computer, quest’ultima categoria perderà progressivamente l’interesse dei piccoli utenti nei prossimi anni.

“È importante che i genitori non lascino soli i bambini quando navigano online, non importa quello che stanno facendo. C’è infatti una grande differenza tra invadenza e bisogno di controllo. Anche se è importante fidarsi dei propri figli ed educarli su come muoversi in modo sicuro online, i buoni consigli non possono proteggerli da qualcosa che potrebbe apparire inaspettatamente sullo schermo. Ecco perché le soluzioni di sicurezza avanzate sono fondamentali per garantire che i bambini abbiano esperienze online positive, piuttosto che dannose”, aggiunge Morten Lehn.

Le soluzioni consumer Kaspersky Total Security e Kaspersky Internet Security includono un modulo di Parental Control per aiutare gli adulti a proteggere i propri figli dalle minacce online e bloccare siti o app con contenuti inappropriati. Inoltre, la soluzione Kaspersky Safe Kids consente ai genitori di monitorare ciò che i figli fanno, guardano o cercano online su tutti i dispositivi, inclusi quelli mobili, e offre consigli utili su come aiutare i più piccoli a muoversi online in sicurezza.

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Obesità infantile, in Gran Bretagna snack vietati alle casse dei supermercati https://www.datamanager.it/2018/06/obesita-infantile-in-gran-bretagna-snack-vietati-alle-casse-dei-supermercati/ Mon, 25 Jun 2018 09:03:10 +0000 http://www.datamanager.it/?p=150111 Continua la campagna del governo britannico per arginare l’aumento di bambini obesi entro il 2030 Quante volte in fila alle casse del supermercato siamo stati tentati dall’acquisto compulsivo di caramelle, cioccolatini o altri snack nell’attesa di pagare? Se questo genere di dolciumi cattura spesso la nostra attenzione, a maggior ragione i bambini ne sono costantemente […]

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Continua la campagna del governo britannico per arginare l’aumento di bambini obesi entro il 2030

Quante volte in fila alle casse del supermercato siamo stati tentati dall’acquisto compulsivo di caramelle, cioccolatini o altri snack nell’attesa di pagare? Se questo genere di dolciumi cattura spesso la nostra attenzione, a maggior ragione i bambini ne sono costantemente attratti e alla fine i genitori sono costretti a cedere alle loro insistenti richieste.
Il risultato è che si crea un’occasione in più per ingerire zuccheri fuori pasto e ingrassare. Ecco perché il governo britannico ha pensato di arginare il problema a monte, vietando la vendita di snack calorici davanti alle casse, nell’ambito di una campagna avviata un anno fa contro il dilagare dell’obesità infantile e giovanile. La memoria torna al 2016, quando il governo del Cile aveva bandito gli ovetti Kinder e gli Happy Meal di McDonalds proprio con l’obiettivo di mettere un freno alla tendenza dei bambini ad ingrassare.

La lotta al junk food

Il ministro della Sanità, Jeremy Hunt, spiega che lo scopo è quello di dimezzare il numero di bambini obesi entro il 2030, soprattutto alla luce dei dati Eurostat secondo cui sarebbero i più obesi d’Europa, arrivando a consumare anche 500 calorie in più ogni giorno. Di pari passo a questa iniziativa c’è il «miglio attivo», che sprona gli alunni delle scuole materne ed elementari a correre, ognuno al proprio ritmo, per 15 minuti ogni giorno.

Jeremy Hunt annuncia un nuovo pacchetto di misure per combattere il «junk food»: «Vogliamo dare più potere ai genitori di fare scelte salutari» promettendo anche restrizioni severe sulla pubblicità di prodotti ad alto contenuto di zuccheri in tv e sul web e l’obbligo d’indicare il «peso calorico» dei cibi nei menu dei ristoranti.

Cambiare stile di vita

L’obesità è spesso dovuta a una combinazione di predisposizione genetica, cattive abitudini alimentari e scarso esercizio fisico e «appare evidente che il problema non è iniziare precocemente una dieta ipocalorica ma aiutare il ragazzo a modificare il proprio stile di vita», sottolineano gli esperti dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. La strategia migliore per portare i più piccoli a mantenere un peso corretto è quella di spingerli al movimento associato a una corretta alimentazione, iniziando con una buona colazione e due spuntini (uno a metà mattina e uno il pomeriggio) preferibilmente a base di frutta; importante anche mangiare verdura a pranzo e cena e nei pasti principali contendere ai bambini un solo alimento con la lettera P (pasta o pane o patate). Di recente sono state scagionate le merendine come fattori determinanti l’accumulo di peso nei bambini, che per fortuna è in lieve calo in Italia.

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Smartphone ai bambini? No all’uso prima dei due anni https://www.datamanager.it/2018/06/smartphone-ai-bambini-no-alluso-prima-dei-due-anni/ Fri, 15 Jun 2018 08:31:35 +0000 http://www.datamanager.it/?p=149695 I pediatri lanciano un allarme sull’uso precoce di tablet e smartphone da parte dei bambini Negli Stati Uniti, si raccolgono firme per vietare di vendere cellulari ai bambini, i pediatri hanno già da tempo indicato importanti linee guida sull’uso di smartphone e tablet da parte dei più piccoli. Una misura ormai necessaria dato che una […]

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I pediatri lanciano un allarme sull’uso precoce di tablet e smartphone da parte dei bambini

Negli Stati Uniti, si raccolgono firme per vietare di vendere cellulari ai bambini, i pediatri hanno già da tempo indicato importanti linee guida sull’uso di smartphone e tablet da parte dei più piccoli. Una misura ormai necessaria dato che una famiglia su tre ha in casa un tablet ed è stato rilevato che l’83% dei genitori lo fa usare ai bambini.  Alla luce di questi dati e del fatto che è stato dimostrato come questi dispositivi danneggino il cervello dei più piccoli, è sempre più concreta la necessità di darli in mano ai propri figli con una consapevolezza adeguata. 

Niente smartphone prima di andare a dormire

Ecco perché anche nel nostro Paese la Società italiana di pediatria ha lanciato un appello pubblicando un documento ufficiale sull’utilizzo di cellulari e altri dispositivi elettronici da parte dei bambini da 0 a 8 anni di età, che fornisce chiare indicazioni sull’uso di questi dispositivi: no a smartphone e tablet prima dei due anni, durante i pasti e prima di andare a dormire. Viene anche raccomandato di limitarne l’uso a massimo un’ora al giorno nei bimbi tra i 2 e i 5 anni e al massimo due ore al giorno per quelli tra i 5 e gli 8 anni. Tra le conseguenze negative per la salute, bisogna ricordare infatti che questi apparecchi elettronici alterano il sonno, inducendo anche nei più piccoli la cosiddetta insonnia da hi-tech. Senza contare che smartphone e tablet sono un vero e proprio ricettacolo di germi, molti dei quali sono presenti anche nel nostro corpo: questi dispositivi sono così sporchi e infestati dai batteri che i genitori dovrebbero pensarci due volte prima di farli usare ai propri bambini. Il report, pubblicato sull’Italian Journal of Pediatrics, è stato presentato a Roma in occasione del 74esimo Congresso italiano di pediatria.

No al cellulare come strumento calmante

In Italia otto bambini su dieci tra i 3 e i 5 anni sanno usare il cellulare dei genitori, che nel 30% dei casi usano proprio questo metodo per distrarli o calmarli già durante il primo anno di vita, mentre il 70% al secondo anno. Oltre a sconsigliare l’uso di app o giochi con contenuti violenti, il documento vieta categoricamente il cellulare con funzione calmante.
“Nessuna criminalizzazione delle tecnologie digitali, ma come pediatri che hanno a cuore la salute psicofisica dei bambini non possiamo trascurare i rischi documentati di un’esposizione precoce e prolungata a smartphone e tablet”, ha spiegato Alberto Villani, il presidente della Società italiana di pediatria. “Numerose sono le evidenze scientifiche sulle interazioni con lo sviluppo neuro-cognitivo, il sonno, la vista, l’udito, le funzioni metaboliche, le relazioni genitori-figli”, ha aggiunto.

“E’ importante – ha notato Elena Bozzola, segretaria nazionale della Società italiana di pediatria – porre dei limiti ai piccoli e trovare dei modi alternativi per intrattenerli e calmarli. I genitori dovrebbero dare il buon esempio, limitando l’utilizzo dei dispositivi perché i bambini sono grandi imitatori”.

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Kasper, Sky e l’orso verde: lo spettacolo di Kaspersky Lab per la sicurezza dei bambini online https://www.datamanager.it/2018/03/kasper-sky-e-lorso-verde-lo-spettacolo-di-kaspersky-lab-per-la-sicurezza-dei-bambini-online/ Fri, 23 Mar 2018 17:00:36 +0000 http://www.datamanager.it/?p=144355 Martedì 27 marzo alle ore 18 andrà in scena presso il Teatro Fontana di Milano lo spettacolo “Kasper, Sky e l’orso verde”, prodotto da Kaspersky Lab e realizzato dalla compagnia di giovani talenti diretta da Mitzi Amoroso. L’opera teatrale, basata sull’omonimo libro scritto dall’autrice olandese Marlies Slegers per Kaspersky Lab, ha l’obiettivo di guidare il […]

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Martedì 27 marzo alle ore 18 andrà in scena presso il Teatro Fontana di Milano lo spettacolo “Kasper, Sky e l’orso verde”, prodotto da Kaspersky Lab e realizzato dalla compagnia di giovani talenti diretta da Mitzi Amoroso.

L’opera teatrale, basata sull’omonimo libro scritto dall’autrice olandese Marlies Slegers per Kaspersky Lab, ha l’obiettivo di guidare il pubblico in un viaggio per raccontare i temi del cyber bullismo e della sicurezza online per i piccoli “navigatori”.

Il giovane Kasper e la sua amica Sky vengono infatti aiutati dal magico orso verde Kuma a scoprire le principali regole di sicurezza per esplorare il mondo digitale senza correre pericoli. Il racconto intende inoltre invitare gli utenti più giovani ad aprirsi con genitori e insegnanti e non nascondere le minacce incontrate online o le offese dei bulli, che siano nel mondo reale o in rete.

Internet fa sempre più parte della vita quotidiana dei bambini, che spesso si avvicinano a questo potente mezzo senza una guida e ignorando i rischi che si celano nel web. Secondo un’indagine di Kaspersky Lab, più della metà dei genitori teme che le minacce online per i propri bambini siano in aumento (51%) e che i propri figli abbiamo accesso incontrollato a contenuti inappropriati su internet (57%).

Questi timori sembrano fondati dato che, secondo quanto riportato dai genitori, quattro bambini su dieci (41%) hanno affrontato almeno una minaccia online, come contenuti espliciti o inappropriati (12%) e software nocivi (10%), o hanno condiviso troppe informazioni personali (8%). Inoltre, quasi un terzo dei bambini (29%) ha ammesso di temere di diventare vittima di cyber bullismo.

“I benefici offerti dalla possibilità di essere sempre connessi a Internet ci portano a dimenticare che gli utenti più giovani sono naturalmente vulnerabili alle minacce online quando utilizzano i dispositivi connessi alla rete”, ha commentato Morten Lehn, General Manager Italy di ‎Kaspersky Lab. “Per aiutare i nostri figli ad affrontare le numerose informazioni indesiderate e le esperienze traumatiche che possono incontrare online, dovremmo parlarne più spesso, insegnar loro come proteggersi e come comportarsi in caso di incidenti. Tuttavia, genitori e insegnanti soffrono la carenza di strumenti educativi disponibili per guidare i bambini nel mondo digitale. È proprio per questa ragione che abbiamo lanciato questa iniziativa, volta ad aiutare i più giovani a familiarizzare col mondo online e accedervi in modo sicuro”.

Kaspersky Lab crede fortemente nell’importanza di sensibilizzare i ragazzi e i loro genitori sulle minacce che si celano online e sulle semplici regole che possono proteggere la loro vita digitale. Per questo motivo, l’azienda prende parte a numerose iniziative di sensibilizzazione di organizzazioni come Telefono Azzurro e la Polizia Postale e delle Comunicazioni, oltre a offrire ai genitori una soluzione come Kaspersky Safe Kids appositamente pensata per proteggere i giovani online anche quando navigano senza la supervisione degli adulti.

“Ci rendiamo conto che internet rappresenti una preoccupazione per molti genitori. Ecco perché è per noi importante aiutare i giovani utenti a familiarizzare con il mondo digitale. Con questo progetto abbiamo voluto utilizzare una modalità e un linguaggio più vicini ai bambini per aiutarli a sentirsi sicuri online e offrire uno spunto ai genitori per affrontare queste tematiche. L’iniziativa è pienamente in linea con la nostra mission: creare una società digitale sicura per tutti”, ha dichiarato Alessandra Venneri, Head of Corporate Communications Italy and South East Europe di Kaspersky Lab.

Per diffondere la consapevolezza delle minacce di internet per i bambini su tutto il territorio nazionale, Kaspersky Lab realizzerà un dvd dello spettacolo da distribuire nelle scuole elementari italiane. Alcune scuole milanesi hanno già aderito al progetto pilota dell’iniziativa e hanno previsto la visione della rappresentazione teatrale per la fine di maggio per i propri alunni delle classi 4^ e 5^.

A partire da settembre, con l’inizio del nuovo anno scolastico, verranno coinvolte anche tutte le altre scuole di Italia interessate all’iniziativa di sensibilizzazione.

I genitori che desiderano iniziare ad affrontare queste tematiche con i propri bambini, a partire dal 27 marzo, potranno scaricare gratuitamente il libro “Kasper, Sky e l’orso verde” dal sito di Kaspersky Lab.

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Fitbit presenta Fitbit Ace, il braccialetto pensato per i bambini https://www.datamanager.it/2018/03/fitbit-presenta-fitbit-ace-braccialetto-pensato-bambini/ Wed, 14 Mar 2018 14:53:29 +0000 http://www.datamanager.it/?p=143526 Il primo dispositivo indossabile per bambini di Fitbit, con una batteria che dura fino a 5 giorni, aiuta le famiglie a rimanere attive insieme grazie al monitoraggio dell’attività fisica quotidiana e del sonno e a sfide motivanti tra amici. Inoltre, grazie al controllo genitori, sarà possibile salvaguardare la privacy dei bambini Fitbit ha introdotto Fitbit Ace, […]

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Il primo dispositivo indossabile per bambini di Fitbit, con una batteria che dura fino a 5 giorni, aiuta le famiglie a rimanere attive insieme grazie al monitoraggio dell’attività fisica quotidiana e del sonno e a sfide motivanti tra amici. Inoltre, grazie al controllo genitori, sarà possibile salvaguardare la privacy dei bambini

Fitbit ha introdotto Fitbit Ace, un braccialetto per l’attività  in grado di rendere divertente il movimento fisico ai bambini e allo stesso tempo motivare l’intera famiglia ad adottare abitudini salutari insieme, contrastando i livelli di scarsa attività fisica nei bambini. Progettato per bambini dagli 8 anni in su, Fitbit Ace monitora in maniera automatica passi, minuti attivi e sonno; con una batteria che dura fino a 5 giorni, Fitbit Ace si presenta con un cinturino regolabile e resistente all’acqua in due colori vivaci. Il dispositivo invia inoltre delle notifiche che incoraggiano i bambini a muoversi di più. Inoltre, grazie al nuovo account di famiglia Fitbit, i genitori possono avere sempre sotto controllo i contatti con cui i loro bambini sono collegati tramite l’app Fitbit, in modo da poter salvaguardare la loro privacy e rimanere sempre aggiornati sulla loro attività fisica. Fitbit Ace è disponibile in prevendita già da oggi su Fitbit.com e presso i principali rivenditori in tutto il mondo a partire dal secondo trimestre 2018.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, i tassi di obesità infantile sono in aumento; solo un bambino su tre infatti fa del movimento a livello quotidiano. Sulla base di un recente studio condotto da Fitbit, la maggior parte dei genitori concorda e ritiene che i propri figli siano meno attivi rispetto a quanto lo fossero loro alla stessa età. Sono preoccupati per il loro peso, per il cibo che mangiano e per i loro livelli di attività, nonché per l’aumento crescente dell’obesità infantile. La maggior parte dei genitori desidera che i propri figli siano più sani (84%) e che le loro famiglie siano più attive (87%). I genitori fanno sempre più uso di app che consentano loro di gestire e controllare il tempo che i figli trascorrono su smartphone e tablet e questo viene indicato dai genitori come l’ostacolo principale alla pratica di attività fisica da parte dei loro bambini. I genitori sono quindi alla ricerca di soluzioni per incoraggiare i propri figli ad adottare uno stile di vita più sano e attivo, incluso l’essere più attivi a livello familiare, come cucinare insieme o incoraggiare i propri figli ad avere una maggiore consapevolezza dei propri livelli di attività. Infatti, il 75% dei genitori ha dichiarato di essere interessato all’utilizzo di tracker di attività per aiutarli a mantenere i propri figli più attivi. Fitbit è stato menzionato rispetto ai marchi concorrenti più del doppio delle volte, per via della facilità d’utilizzo e grazie alla fiducia riposta nel marchio.

Aiuta i bambini ad essere più attivi diventendosi

Per affrontare questa sfida, Fitbit ha progettato Fitbit Ace, che motiva i bambini dagli 8 anni in su a essere più attivi e adottare abitudini salutari con la propria famiglia:

  • Monitora la loro attività: motiva i bambini a fare più movimento tramite il monitoraggio automatico dei passi, i minuti attivi e le statistiche del sonno e imposta un obiettivo di passi giornalieri e di minuti attivi personalizzabili. L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda ai bambini di età compresa tra i 7 e i 17 anni di praticare almeno 60 minuti di attività fisica quotidiana, mentre i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie suggeriscono dalle 9 alle 12 ore di sonno a notte.
  • Promemoria per il movimento: riduce i momenti di sedentarietà dei bambini grazie all’impostazione di promemoria personalizzati che li spingano a fare almeno 250 passi ogni ora tramite una piccola notifica che si attiva quando restano per troppo tempo seduti sul divano o davanti a uno schermo.
  • Più movimento, più premi!: incoraggia i bambini a raggiungere i loro obiettivi premiandoli con messaggi celebrativi e divertenti medaglie collezionabili, che possono essere visualizzate all’interno dell’app Fitbit sul loro (o sul tuo) telefono
  • Tante sfide per motivare i bambini: si potrà competere contro la propria famiglia, o contro gli amici (funzione presto in arrivo), lanciando sfide giornaliere e del fine settimana o tramite la modalità Family Faceoff: una nuova sfida di 5 giorni che consente ai membri di un account di famiglia di competere gli uni contro gli altri e rimanere motivati (funzione presto in arrivo).

“Il problema dell’inattività dei nostri figli è sempre più attuale e si stima che aumenti all’aumentare della loro età, riducendosi anche di 40 minuti all’anno nel periodo che va dai 9 ai 15 anni”, ha affermato Chris Watts, direttore esecutivo della National Fitness Foundation. “È essenziale fornire ai genitori strumenti per aiutare i propri figli ad essere più attivi. La soluzione proposta da Fitbit offre più di un semplice modo per tenere monitorata la loro attività: aiuta a instillare abitudini salutari fin dalla tenera età, rendendo divertente e gratificante il concetto del muoversi di più e consentendo ai genitori di fare della salute e del fitness un vero e proprio affare di famiglia”.

Proteggi la privacy dei tuoi figli e resta connesso

Proteggere la privacy dei propri figli bambini è l’esigenza principale di tutti quei genitori che permettono ai propri bambini di utilizzare la tecnologia. Ecco perché il nostro nuovo account di famiglia di Fitbit è progettato per essere conforme alla legge sulla protezione della privacy online dei bambini (COPPA) e ad altre leggi sulla privacy applicabili, che consentono ai genitori di sapere e gestire le connessioni dei loro figli e quali informazioni vedono all’interno dell’app Fitbit:

  • Impostazione visualizzazione genitore: consente di navigare tra la visualizzazione genitore e quella bambino per verificare la loro attività, i progressi e approvare le loro richieste di amicizia da parte di familiari e amici (funzione presto in arrivo) in qualsiasi momento dall’app Fitbit. Fitbit Ace si sincronizza automaticamente con la maggior parte dei dispositivi Android e iOS; Presto, sarà disponibile la sincronizzazione anche per i dispositivi Windows.
  • Impostazione visualizzazione bambino: offre la possibilità di limitare la consultazione dei dati da parte dei tuoi figli all’interno dell’app Fitbit, come statistiche, richieste di amicizia e molto altro.
  • Resta Connesso: per i bambini in possesso di smartphone, è possibile restare sempre connessi con la propria famiglia grazie alle notifiche di chiamata che appaiono direttamente sul polso.

“Dal momento che i tassi di obesità infantile continuano a crescere, oggi è più importante che mai consentire a tutta la famiglia di abbracciare uno stile di vita sano e più attivo”, ha dichiarato James Park, CEO e co-fondatore di Fitbit. “Può essere difficile iniziare e attenersi a delle buone abitudini e sappiamo dalla nostra comunità che gli effetti dell’esser parte di una rete di utenti sono fondamentali per ottenere e mantenere motivate le persone. Portando questa esperienza nel contesto familiare, è possibile rendere le abitudini salutari più realistiche e allo stesso tempo divertenti e coinvolgenti. Siamo entusiasti dell’opportunità offerta ai genitori di aiutare i loro figli a costruire un percorso per adottare abitudini sempre più sane, divertendosi tutti insieme.”

Pensato per i tuoi bambini

Con un cinturino regolabile e impermeabile e con una batteria che dura fino a 5 giorni, Fitbit Ace è progettato per stare al passo con la vita di tuo figlio e per resistere a ogni spruzzo o schizzo d’acqua e a ogni attività. Grazie a 10 quadranti orologio unici e a due divertenti cinturini intercambiabili nei colori blu elettrico e viola intenso, i bambini possono trovare lo stile che più si adatta alla loro personalità ed essere motivati a indossare Fitbit Ace giorno e notte, indipendentemente da quello che stanno facendo.

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Vaccini, da oggi niente scuola per i bambini senza certificazione https://www.datamanager.it/2018/03/vaccini-oggi-niente-scuola-bambini-senza-certificazione/ Mon, 12 Mar 2018 13:01:22 +0000 http://www.datamanager.it/?p=143291 L’ingresso a nidi e materne sarà vietato ai bimbi non in regola con i vaccini Da oggi i genitori che non avessero provveduto a far vaccinare i propri figli rischiano di vederne negato l’ingresso a scuole materne e nidi. La mancata presentazione di certificato vaccinale o prenotazione in una Asl è sufficiente infatti per rifiutare […]

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L’ingresso a nidi e materne sarà vietato ai bimbi non in regola con i vaccini

Da oggi i genitori che non avessero provveduto a far vaccinare i propri figli rischiano di vederne negato l’ingresso a scuole materne e nidi. La mancata presentazione di certificato vaccinale o prenotazione in una Asl è sufficiente infatti per rifiutare l’entrata dei piccoli a scuola.

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L’obbligo di comunicare ai genitori

A precisarlo è l’Associazione nazionale presidi, mentre il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), Walter Ricciardi avvisa:

“Da lunedì si mette in moto il meccanismo previsto dalla circolare congiunta dei ministeri della Salute e dell’Istruzione”. Il preside si riferìsce a quanto prevede la circolare del 27 febbraio 2018, che fissava al 10 marzo il termine della consegna dei documenti relativi alle vaccinazioni in asili nido, materne e scuola dell’obbligo.
La procura in atto da oggi prevede che i dirigenti scolastici debbano inviare una comunicazione scritta alle famiglie i cui bambini non sono in regola con le vaccinazioni, invitandole a presentare i relativi documenti. In caso questo non avvenga i bambini di asili nido e materne non saranno ammessi a scuola fino alla presentazione della documentazione necessaria.

Tempi più rapidi con l’anagrafe vaccinale

E’ diventata quindi improrogabile la scadenza del 10 marzo e da domani i presidi che hanno già le informazioni relative ai bambini non in regola con le vaccinazioni potranno convocare le famiglie o trasmettere loro una comunicazione scritta. I bambini di asili nido e scuole materne che non sono stati vaccinati e che non sono in lista d’attesa per la vaccinazione non potranno entrare fino alla regolarizzazione della la loro situazione.

SI prevede però che i tempi di questo meccanismo possano variare da regione a regione, probabilmente più rapidi in quelle che hanno adottato l’anagrafe vaccinale, sistema che consente alle scuole di ricevere direttamente dalle Asl la situazione relativa agli alunni regolari con le vaccinazioni. In assenza dell’anagrafe vaccinale, sarà la scuola a dover raccogliere la documentazione dalle famiglie, richiedendo necessariamente tempi più lunghi. Per tutte le Regioni è da domani fino al 20 marzo che i dirigenti scolastici dovranno inviare alle famiglie dei bambini non vaccinati la comunicazione formale in cui si invita a provvedere alla regolarizzazione.

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Perché l’Unicef vuole minare Ethereum https://www.datamanager.it/2018/02/perche-lunicef-vuole-minare-ethereum/ Mon, 05 Feb 2018 19:00:51 +0000 http://www.datamanager.it/?p=140332 Si chiama Game Chaingers il progetto con cui l’organizzazione chiede a tanti ragazzi di usare il proprio computer per creare criptomoneta a favore dei bambini in Siria Unicef ha lanciato un nuovo progetto di fund-raising completamente basato sulla blockchain. Si chiama Game Chaingers ed è l’iniziativa con cui l’organizzazione in difesa dei diritti dei più […]

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Si chiama Game Chaingers il progetto con cui l’organizzazione chiede a tanti ragazzi di usare il proprio computer per creare criptomoneta a favore dei bambini in Siria

Unicef ha lanciato un nuovo progetto di fund-raising completamente basato sulla blockchain. Si chiama Game Chaingers ed è l’iniziativa con cui l’organizzazione in difesa dei diritti dei più piccoli intende minare una montagna di monete Ethereum da destinare ai bambini siriani. In pratica, alle classiche donazioni a cui ognuno può dar seguito per le diverse esigenze del gruppo ora si affiancano quelle di criptocurrency, che non richiedono sforzo economico diretto ma solo una percentuale di energia del proprio computer, necessaria al processo di mining. Game Chaingers funziona così: collegandosi a questa pagina, si installa il software di calcolo che userà la scheda grafica per ottenere valuta digitale in Ethereum. Questa andrà a finire direttamente sull’account di Unicef, che lo userà a scopo umanitario e in particolare a favore dei minori che si trovano nella Siria dilaniata dalla guerra.

Non consuma come i Bitcoin

A qualcuno potrebbe sorgere il dubbio che, per sostenere l’attività, si finisca con il peggiorare la situazione ambientale del mondo, per via dell’energia spesa durante i processi di minazione. La stessa Unicef ha anticipato i critici, spiegando come i computer, durante l’utilizzo di Game Chaingers, continuano a usare la stessa elettricità di sempre, visto che qui non si tratta di spendere la potenza di calcolo per far crescere i Bitcoin nel proprio portafoglio. In poche parole è come se si creasse una server farm composta da migliaia (Unicef spera milioni) di persone, che dedicano solo una parte del consumo grafico al progetto; nel gergo del mining il termine esatto è POOL.

L’iniziativa poi non andrà avanti per sempre ed è comunque limitata a chi soddisfa i requisiti minimi di sistema: ambiente Windows o Linux e scheda grafica Nvidia o AMD di fascia medio-alta. Chiunque volesse supportare l’azione ma non potesse per le capacità ridotte del PC può comunque inviare fondi all’indirizzo hash di Unicef su Ethereum: 0x29165d4a5eE555b3B47FA7d4772f35FE41dB2769.

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Bambini vegani a rischio? I dubbi e i consigli dei pediatri https://www.datamanager.it/2018/02/bambini-vegani-rischio-dubbi-consigli-dei-pediatri/ Fri, 02 Feb 2018 13:04:33 +0000 http://www.datamanager.it/?p=140255 L’alimentazione vegana non è sufficiente e può essere dannosa per la salute dei più piccoli I pediatri lanciano un allarme rivolto ai genitori che intendono far seguire un’alimentazione vegana ai propri figli: questo tipo di dieta non è di per sé sufficiente e richiede un’integrazione per poter soddisfare il fabbisogno nutrizionale di un bambino in età […]

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L’alimentazione vegana non è sufficiente e può essere dannosa per la salute dei più piccoli

I pediatri lanciano un allarme rivolto ai genitori che intendono far seguire un’alimentazione vegana ai propri figli: questo tipo di dieta non è di per sé sufficiente e richiede un’integrazione per poter soddisfare il fabbisogno nutrizionale di un bambino in età di sviluppo.

Possibile anemia e problemi al sistema nervoso

A spiegarlo è Claudio Maffeis, referente della Società italiana di pediatria, commentando il caso del ricorso respinto dal Tar di Bolzano di una famiglia che chiedeva di avere pasti vegani per la loro bimba al nido.

“Se la quantità di energia e di proteine non è sufficiente, se i nutrienti non vengono forniti in quantità sufficiente vi possono essere vari potenziali problemi: sul sistema nervoso centrale, sull’accrescimento del piccolo e la possibilità di sviluppo di anemia, per questo altrettanto importante se si vuole seguire questo tipo di alimentazione è concordare tutto con il pediatra”, afferma Maffeis, dell’Università di Verona .

Il riferimento è ancora l’alimentazione onnivora

“L’alimentazione onnivora è quella proposta dalla Società italiana di Nutrizione umana come quella di riferimento – spiega ancora l’esperto – quella vegetariana può essere utilizzata (lattoovovegetariana) purché anche questa seguita bene, quella vegana resta sempre da integrare a tutte le età e comporta di seguire bene il bambino nel tempo e monitorarlo attentamente”.


In occasione del congresso della Società italiana di Pediatria preventiva e sociale dal presidente Giuseppe di Mauro si è espresso invece un giudizio più radicale, sostenendo che “le diete vegetariane o vegane non sono adeguate nei bambini e nelle donne in gravidanza”. La Federazione medici pediatri e Federazione italiana medicina perinatale scrive invece che “le diete vegetariane e vegane non possono essere raccomandate in età evolutiva“.

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