concorrenza – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Sun, 07 Oct 2018 14:18:10 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png concorrenza – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 L’Ue dà l’ok all’acquisizione di Shazam da parte di Apple https://www.datamanager.it/2018/09/lue-da-lok-allacquisizione-di-shazam-da-parte-di-apple/ Fri, 07 Sep 2018 13:57:49 +0000 http://www.datamanager.it/?p=152987 L’Unione Europea ha ritenuto che l’acquisizione di Shazam da parte di Apple non mette a rischio la concorrenza in quanto le due aziende non offrono servizi che competono tra loro Lo scorso aprile la Commissione Ue ha avviato un’indagine in merito all’acquisizione di Shazam da parte di Apple per valutare l’impatto che questa avrebbe avuto […]

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L’Unione Europea ha ritenuto che l’acquisizione di Shazam da parte di Apple non mette a rischio la concorrenza in quanto le due aziende non offrono servizi che competono tra loro

Lo scorso aprile la Commissione Ue ha avviato un’indagine in merito all’acquisizione di Shazam da parte di Apple per valutare l’impatto che questa avrebbe avuto sul mercato musicale europeo. Il timore è che la Mela, magari bloccando l’accesso all’app appena acquistata, avrebbe potuto favorire la sua piattaforma Apple Music. A ciò si aggiunge il fatto che l’azienda di Cupertino con questa operazione ha ottenuto una considerevole mole di dati da utilizzare a scopo commerciale. L’indagine era partita dalla segnalazione di 7 Paesi (Italia, Austria, Francia, Islanda, Norvegia, Spagna e Svezia) ed è oggi arrivata alla sua fase conclusiva. L’Antitrust non ha riscontrato rischi per la concorrenza.

“Dopo un’approfondita analisi dei dati musicali e degli utenti, abbiamo trovato che la loro acquisizione da parte di Apple non ridurrà la concorrenza nel mercato della musica digitale in streaming”, ha dichiarato il commissario Ue alla Concorrenza Margrethe Vestager. Apple e Shazam “offrono principalmente servizi complementari che non competono tra loro”. Apple Music, che ha superato Spotify per numero di utenti negli USA, non può essere considerato un’alternativa a Shazam mentre quest’ultimo “ha un’importanza limitata come punto d’ingresso ai servizi di musica in streaming dei concorrenti di Apple”. La Vestager ha sottolineato che entrambe le aziende devono comunque rispettare il nuovo GDPR e che “i dati sono un elemento chiave nell’economia digitale, quindi dobbiamo rivedere attentamente le transazioni che portano all’acquisizione di importanti serie di dati, inclusi quelli potenzialmente sensibili dal punto di vista commerciale, per assicurare che non restringano la concorrenza”.

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L’Ue prepara per Google una multa da 1 mld di dollari https://www.datamanager.it/2017/06/lue-prepara-google-multa-1-mld-dollari/ Tue, 20 Jun 2017 13:22:53 +0000 http://www.datamanager.it/?p=127089 Diverse fonti confermano che l’Unione Europea infliggerà a Google una multa da 1 miliardo di dollari per pratiche anti concorrenziali legate alle piattaforma Shopping Il mese scorso la Commissione Ue per la Concorrenza guidata da Margrethe Vestager avrebbe annunciato le sue decisioni in merito ai vari procedimenti aperti nei confronti di Google. Il Financial Times e vari […]

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Diverse fonti confermano che l’Unione Europea infliggerà a Google una multa da 1 miliardo di dollari per pratiche anti concorrenziali legate alle piattaforma Shopping

Il mese scorso la Commissione Ue per la Concorrenza guidata da Margrethe Vestager avrebbe annunciato le sue decisioni in merito ai vari procedimenti aperti nei confronti di Google. Il Financial Times e vari media confermano che Bruxelles ha intenzione di multare Big G di ben 1 miliardo di dollari per una gestione anti concorrenziale del servizio Shopping integrato nel suo motore di ricerca. Stando alle indagini dell’Ue, l’azienda di Mountain View non presenterebbe agli utenti i risultati più rilevati ma darebbe maggiore evidenza ai suoi partner relegando in fondo alla pagina i prodotti della concorrenza.

“Come d’abitudine, non commentiamo le indagini in corso, né forniamo informazioni sui tempi”, ha detto un portavoce della Commissione Ue commentando le indiscrezioni. L’azione dell’antitrust non si limiterebbe solamente alla multa ma potrebbe anche richiedere una modifica dei termini del servizio e non solo per la sezione Shopping. Google, che ha promesso di fare molto di più per combattere la propaganda terroristica online, potrebbe essere costretto a rivedere il funzionamento del suo motore di ricerca anche per i risultati relativi agli affari e in particolare per ciò che riguarda attività locali. Bisogna inoltre ricordare che la multa da 1 miliardo di dollari rappresenta la soglia minima ma l’Ue potrebbe anche scegliere di basare la sua sanzione sul fatturato globale di Alphabet, la holding che gestisce tutte le attività di Mountain View. In questo caso Google sarebbe costretta a pagare 9 miliardi di dollari, pari al 10% dei ricavi raccolti quest’anno.

Big G in questo momento è coinvolta in altri due procedimenti. Il primo riguarda le licenze di Android, che costringerebbero i produttori a preinstallare i suoi servizi sugli smartphone, mentre il secondo è legato alla gestione dei contratti pubblicitari. L’azienda di Mountain View avrebbe posto delle clausole per impedire ai suoi partner di pubblicare i loro annunci su piattaforme concorrenti.

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Amazon accetta le regole Ue sugli e-book https://www.datamanager.it/2017/05/amazon-accetta-le-regole-ue-sugli-book/ Fri, 05 May 2017 17:30:42 +0000 http://www.datamanager.it/?p=124279 Amazon si accorda con la Commissione Ue e non imporrà agli editori le stesse condizioni offerte dalla concorrenza Amazon ha fatto la sua fortuna grazie alla vendita di libri digitali ma negli anni è stata spesso accusata di portare avanti un politica non proprio limpida. Ad esempio, nel 2014 il colosso dell’e-commerce è finito ai ferri […]

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Amazon si accorda con la Commissione Ue e non imporrà agli editori le stesse condizioni offerte dalla concorrenza

Amazon ha fatto la sua fortuna grazie alla vendita di libri digitali ma negli anni è stata spesso accusata di portare avanti un politica non proprio limpida. Ad esempio, nel 2014 il colosso dell’e-commerce è finito ai ferri corti con la casa editrice Hachette salvo poi trovare un accordo dopo circa 7 mesi di trattative. Oggi l’azienda di Seattle ha finalmente accettato le norme per la concorrenza del mercato degli e-book stabilite dall’Unione Europea chiudendo così un contenzioso che dura da 2 anni a questa parte.

Nel 2015 la Commissione Ue aveva aperto un’indagine su Amazon in merito al trattamento offerto agli editori del Vecchio Continente e in particolare per quanto riguarda il mercato inglese e tedesco. Il sito di e-commerce fino ad oggi ha imposto a queste aziende di offrirgli le stesse condizioni garantite alla concorrenza o di informarlo sui dettagli degli accordi stretti con altri rivenditori online. Amazon voleva essere a conoscenza di aspetti come il prezzo, le modalità promozionale e il modello commerciale di distribuzione. Dall’indagine, Bruxelles ha tratto la conclusione che questo comportamento ha frenato l’innovazione del settore europeo.

L’accordo stretto con l’Ue, che ha una durata di 5 anni, prevede che Amazon rinunci a richiedere le stesse condizioni offerte dalla concorrenza. L’azienda di Jeff Bezos dovrà inoltre consentire agli editori di rescindere il contratto a 120 giorni dalla firma nel caso in cui il prezzo di vendita del singolo e-book sia legato a quello dello stesso libro su una piattaforma concorrente. Nel caso in cui Amazon non rispetti queste condizioni sarebbe costretto a pagare una multa pari al 10% del fatturato.

Amazon ha quindi chiuso il contenzioso con Bruxelles relativo agli e-book ma deve ancora rispondere delle accuse di evasione fiscale. Il sito di e-commerce si sarebbe avvantaggiato di una tassazione favorevole grazie ad accordi stretti con il Lussemburgo. Un procedimento simile è stato aperto anche dalla magistratura italiana. Questa ritiene che Amazon tra il 2009 e il 2014 abbia nascosto ben 130 milioni di euro di profitti al Fisco. Il sito di e-commerce potrebbe quindi subire la stessa sorte toccata prima ad Apple e poi a Google, che ieri ha firmato la pace con l’erario pagando un risarcimento di 306 milioni di euro.

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L’Antitrust chiede al Governo nuove norme per UberPop https://www.datamanager.it/2015/11/lantitrust-chiede-al-governo-nuove-norme-per-uberpop/ Mon, 02 Nov 2015 17:59:22 +0000 http://www.datamanager.it/?p=87421 L’Agcm chiede al Governo di realizzare nuove norme che disciplinino l’utilizzo di UberPop, il cui utilizzo è ancora vietato a livello nazionale Il car pooling ha rivoluzionato la mobilità urbana a livello globale ma il servizio offerto da Uber è stato criticato dai tassisti di tutto il mondo perché considerato illegale. In Italia UberPop, la […]

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L’Agcm chiede al Governo di realizzare nuove norme che disciplinino l’utilizzo di UberPop, il cui utilizzo è ancora vietato a livello nazionale

Il car pooling ha rivoluzionato la mobilità urbana a livello globale ma il servizio offerto da Uber è stato criticato dai tassisti di tutto il mondo perché considerato illegale. In Italia UberPop, la piattaforma che permette ai normali utenti di diventare essi stessi conducenti, è stata bloccata a livello nazionale dal Tribunale di Milano con grande gioia delle vetture bianche ma diverse associazioni si sono scagliate contro il provvedimento. Ora l’Agcm, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, ha chiesto al Governo nuove normative per fare chiarezza su questo servizio.

L’Agcm in una segnalazione inviata al Parlamento chiede di “disciplinare al più presto l’attività di trasporto urbano svolta da autisti non professionisti attraverso le piattaforme digitali per smartphone e tablet”. Questi servizi secondo l’Antitrust favoriscono la concorrenza ma necessitano di speciali norme per non interferire con il lavoro dei tassisti. L’Agcm ribadisce la legittimità di UberBlack e UberVan e chiede “una regolamentazione minima” per quanto riguarda UberPop.

A seguito del blocco, diverse associazioni hanno chiesto di eliminare il provvedimento. L’Autorità per i trasporti ha proposto alcuni piccoli accorgimenti normativi per rendere legale UberPop mentre Altronconsumo ritiene che il bando dell’app sia lesivo del diritto dei cittadini ad accedere a un servizio alternativo a un costo inferiore.

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Windows 10 da record ma Mozilla critica la politica sul browser https://www.datamanager.it/2015/07/windows-10-da-record-ma-mozilla-critica-la-politica-sul-browser/ Fri, 31 Jul 2015 13:34:20 +0000 http://www.datamanager.it/?p=82296 Windows 10 è stato scaricato da 14 milioni di persone in tutto il mondo ma Mozilla critica la scelta di rendere Edge il browser predefinito di default Grande successo per Windows 10, l’ultimo versione del sistema operativo di Microsoft rilasciata nella giornata di ieri in 190 Paesi. Come sottolinea l’azienda di Redmond sul proprio blog, […]

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Windows 10 è stato scaricato da 14 milioni di persone in tutto il mondo ma Mozilla critica la scelta di rendere Edge il browser predefinito di default

Grande successo per Windows 10, l’ultimo versione del sistema operativo di Microsoft rilasciata nella giornata di ieri in 190 Paesi. Come sottolinea l’azienda di Redmond sul proprio blog, l’OS è stato scaricato da ben 14 milioni di persone in tutto il mondo in appena 24 ore. Il pubblico ha anche apprezzato #UpgradeYourWorld, l’iniziativa che invogliava gli utenti a mostrare cosa hanno fatto per il migliorare il mondo. La campagna è servita anche ad individuare le aziende non-profit considerate più efficienti. Per Microsoft non sono però tutte rose e fiori in quanto Mozilla ha aspramente criticato la sua politica riguardo al nuovo browser Edge.

Mozilla attacca Microsoft: “Impone l’utilizzo di Edge”

Chi ha scaricato Windows 10 avrà certamente notato che il nuovo OS propone Edge come browser predefinito anche se l’utente prima utilizzava un servizio dei concorrenti come Chrome o Firefox. Il CEO di Mozilla, Chris Beard, ha scritto una lettera aperta al collega Satya Nadella affermando che Microsoft con questa scelta sta limitando la libertà di scelta degli utenti. Il manager ha ribadito le sue istanze in un post sul blog ufficiale della società ma sembra che da Redmond non si arrivata nessuna risposta. Mozilla, che, ha quindi spiegato tutti i passaggi necessari per ripristinare Firefox come browser predefinito su Windows 10.

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Apple: confermata la condanna per il cartello degli e-book https://www.datamanager.it/2015/07/apple-confermata-la-condanna-per-il-cartello-degli-e-book/ Wed, 01 Jul 2015 13:23:58 +0000 http://www.datamanager.it/?p=79871 La Corte d’appello ha confermato la multa di 450 mln di dollari imposta ad Apple per aver creato un cartello per alzare il prezzo degli e-book Nel 2013 Apple è stata condannata a pagare una multa da 450 milioni di dollari dall’Antitrust statunitense per aver artificialmente modificato il prezzo degli e-book al fine di sfavorire Amazon. […]

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La Corte d’appello ha confermato la multa di 450 mln di dollari imposta ad Apple per aver creato un cartello per alzare il prezzo degli e-book

Nel 2013 Apple è stata condannata a pagare una multa da 450 milioni di dollari dall’Antitrust statunitense per aver artificialmente modificato il prezzo degli e-book al fine di sfavorire Amazon. Oggi la Corte d’appello di New York ha confermato la sentenza del giudice distrettuale Denise Cote per due voti a uno. La Mela continua a dichiararsi innocente ma i tribunali sono di tutt’altro avviso.

Apple e il cartello degli e-book

Tra il 2009 e il 2010 Apple ha stretto accordi con le case editrici Hachette, HarperCollins, Mcmillan, Penguin e Simon & Schuster, per innalzare i prezzi degli e-book e riportarli in linea con quelli dei libri tradizionali. La mossa aveva lo scopo di colpire Amazon, i cui prodotti letterari erano venduti online ad un prezzo di 9,99 dollari contro i 12-14,99 dollari che Apple avrebbe voluto imporre. Il patto segreto era stato confermato da una e-mail del fondatore della Mela Steve Jobs al CEO di Harper Collins James Murdoch, in cui il defunto luminare della tecnologia gli proponeva di aumentare i prezzi dei libri digitali. Circa tre anni dopo, le case editrici coinvolte hanno patteggiato  risarcendo i consumatori per 160 milioni di dollari mentre ad Apple è stata imposta una multa di 450 milioni di dollari.

“Siamo delusi che il tribunale non abbia riconosciuto l’innovazione e la scelta che l’iBook Store ha portato ai consumatori. – scrive la Mela in una nota – Sappiamo di non aver fatto nulla di male nel 2010 e stiamo valutando i passi successivi”.

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Le autorità USA indagano su Apple Music https://www.datamanager.it/2015/06/le-autorita-usa-indagano-su-apple-music/ Wed, 10 Jun 2015 18:00:38 +0000 http://www.datamanager.it/?p=76322 Le autorità di alcuni stati americani stanno indagando su possibili violazioni dell’antitrust da parte del servizio di streaming Apple Music Apple Music è stato presentato appena ieri alla WWDC 2015 ed è già finito nell’occhio del ciclone. Secondo quanto riporta il New York Times, le autorità di alcuni stati americani stanno indagano su presunte pressioni di […]

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Le autorità di alcuni stati americani stanno indagando su possibili violazioni dell’antitrust da parte del servizio di streaming Apple Music

Apple Music è stato presentato appena ieri alla WWDC 2015 ed è già finito nell’occhio del ciclone. Secondo quanto riporta il New York Times, le autorità di alcuni stati americani stanno indagano su presunte pressioni di Apple nei confronti delle case discografiche. L’obiettivo di questa pratica illecita sarebbe stato quello di ottenere un vantaggio nei confronti del rivale Spotify, che da solo conta 60 milioni di utenti mensili.

Apple Music sotto attacco: ha violato la concorrenza?

Il quotidiano statunitense afferma che i procuratori generali di Connecticut e dello stato di New York stanno indagando su possibili violazioni delle norme antitrust in merito ad Apple Music. Nello specifico, l’azienda di Cupertino è stata accusata di aver spinto le case discografiche ad eliminare l’offerta di brani freemium su servizi di streaming musicale come Spotify. Un’altra ipotesi vuole che la Mela e le grandi etichette abbiano deciso di comune accordo di cancellare la musica gratuita – ma con interruzioni pubblicitarie – presente sulle piattaforme concorrenti di Apple Music. Qualche tempo fa, The Verge aveva riportato la notizia che anche la Federal Trade Commission (FTC) e il Dipartimento di Giustizia USA stessero eseguendo lo stesso tipo di indagini.

Nel frattempo, Spotify con un finanziamento di 526 milioni di dollari ha raggiunto un valore di mercato di 8,53 miliardi di dollari. Inoltre, pare che la piattaforma di streaming musicale svedese voglia abbassare il prezzo dell’abbonamento per famiglie. Apple Music offre un pacchetto da 14,99 dollari al mese che permette a 6 persone di ascoltare brani online con un unico account. Spotify, che ha integrato i filmati e potrebbe espandersi nello streaming video, invece offre lo stesso servizio a 29,99 dollari e per 5 persone.

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L’Ue indaga sulle barriere all’e-commerce fra stati https://www.datamanager.it/2015/05/lue-indaga-sulle-barriere-alle-commerce-fra-stati/ Wed, 06 May 2015 13:14:39 +0000 http://www.datamanager.it/?p=74361 L’antitrust Ue ha avviato un’indagine per verificare l’esistenza di barriere transfrontaliere nell’e-commerce create dalle aziende L’e-commerce è diventata una pratica ormai consolidata fra gli utenti. I numeri dicono che sempre più beni e servizi vengono acquistati online a livello nazionale ma in Europa si è ancora lontani dal mercato unico digitale voluto da Bruxelles. L’antitrust comunitario […]

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L’antitrust Ue ha avviato un’indagine per verificare l’esistenza di barriere transfrontaliere nell’e-commerce create dalle aziende

L’e-commerce è diventata una pratica ormai consolidata fra gli utenti. I numeri dicono che sempre più beni e servizi vengono acquistati online a livello nazionale ma in Europa si è ancora lontani dal mercato unico digitale voluto da Bruxelles. L’antitrust comunitario ha quindi avviato un indagine sul commercio elettronico per verificare se le aziende hanno eretto delle barriere per limitare la compravendita di prodotti di uso comune come quelli elettronici, l’abbigliamento o i contenuti digitali.

L’Ue indaga sulle barriere transfrontaliere all’e-commerce imposte dalle aziende

“I cittadini Ue affrontano troppe barriere nel commercio elettronico transfrontaliero, spesso erette dalle società stesse. Con questa indagine scopriremo quanto sono diffuse”, ha dichiarato il commissario alla Concorrenza, Margrethe Vestager. L’antitrust quindi valuterà se le aziende dell’e-commerce abbiano posto dei limiti alla circolazione dei beni fra Stati diverse attraverso pratiche che limitano la concorrenza. Ad esempio, alcune imprese impongono delle restrizioni che impediscono ai dettaglianti di vendere beni e servizi acquistati online o a livello transfrontaliero a utenti che risiedono in un altra nazione dell’Ue. La Commissione inizierà un sondaggio tra gli stakeholder per verificare la presenza di queste pratiche e prevede di stendere un rapporto sulla questione per la metà del 2016.

Nel frattempo, l’antitrust Ue continua la sua indagine in merito alle accuse di abuso di posizione dominante nel settore delle ricerche online rivolte a Google. Bruxelles ha minacciato Big G di una multa salata nel caso non modifichi i propri parametri per il posizionamento sui motori di ricerca. Google, dal canto suo, ha respinto le accuse e come segno di benevolenza ha avviato con il Digital News Initiative un programma per il finanziamento dell’editoria digitale europea.

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L’Ue torna ad attaccare Google per le ricerche https://www.datamanager.it/2015/04/lue-torna-ad-attaccare-google-per-le-ricerche/ Wed, 15 Apr 2015 12:11:27 +0000 http://www.datamanager.it/?p=73230 L’Antitrust Ue presenterà un nuovo ricorso contro Google per abuso di posizione dominante nel settore delle ricerche e la multa potrebbe essere molto salata Da circa cinque anni Google e Unione Europea si scontrano sulla gestione delle ricerche online e oggi, dopo lunghissime e infruttuose trattative, l’Ue è tornata all’attacco. Secondo quanto riferisce il Wall […]

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L’Antitrust Ue presenterà un nuovo ricorso contro Google per abuso di posizione dominante nel settore delle ricerche e la multa potrebbe essere molto salata

Da circa cinque anni Google e Unione Europea si scontrano sulla gestione delle ricerche online e oggi, dopo lunghissime e infruttuose trattative, l’Ue è tornata all’attacco. Secondo quanto riferisce il Wall Street Journal, il commissario Antitrust Margrethe Vestager presenterà presto un ricorso contro Big G per abuso di posizione dominante. Nel caso la Commissione decida a sfavore dell’azienda di Mountain View, questa rischia una multa pari a 6 miliardi di euro, pari al 10% del suo fatturato globale.

Ue a muso duro con Google per le ricerche

Google è accusato di aver sfruttato impropriamente la sua posizione nel settore delle ricerche online privilegiando i suoi servizi a discapito di quelli dei concorrenti. Big G all’inizio si è dimostrato collaborativo presentando diverse proposte per rendere più concorrenziale il proprio motore di ricerca ma nessuna di queste dichiarazioni d’intenti è stata ritenuta soddisfacente dall’Antitrust continentale. Bruxelles era arrivata a votare favorevolmente allo scorporo delle attività di Google nel Vecchio Continente ma alla fine tutto si è risolto in un nulla di fatto. Dopo anni di trattative, la Vestager e il presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, hanno deciso di comune accordo di passare alle maniere forti. Google avrà 10 settimane di tempo dall’arrivo della “lettera di obiezioni” per difendersi ed evitare la salatissima multa.

Attualmente la situazione di Google sembra sempre più in bilico. Il commissario agli Affari Digitali della Commissione europea, Gunther Oettinger, ha attaccato il colosso statunitense chiedendo una nuova regolamentazione in merito alle aziende del web e ha accusato le multinazionali USA di aver frenato lo sviluppo di piattaforme europee con gravi danni per il mercato continentale.

Google respinge le accuse dell’Ue

Google ha prontamente risposto alle accuse della Commissione Ue sottolineando come l’avvento di Android non ha portato alcun limite alla concorrenza del mercato smartphone e che Google Search non ha frenato l’innovazione e la libertà di scelta degli utenti ma addirittura l’ha favorita. “Per quanto Google possa essere il motore di ricerca più usato,  – ha sottolineato in una nota il Senior Vice President per Google Search, Amit Singhal – le persone possono accedere alle informazioni in modi molto diversi ed è provato che le pretese ai danni dei consumatori e ai concorrenti non centrano il bersaglio”. “Le persone si rivolgono a qualsiasi sito o app che risulti più utile e non devono affrontare nessun ostacolo né alcun costo per passare da uno all’altro. – ha continuato – E’ per questo che, rispettosamente ma con decisione, dissentiamo dalla necessità di emettere uno Statement of Objection e siamo pronti a sostenere le nostre ragioni nelle prossime settimane”.

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Ue condanna la tassazione di Amazon in Lussemburgo https://www.datamanager.it/2015/01/ue-condanna-tassazione-amazon-in-lussemburgo/ Fri, 16 Jan 2015 19:00:25 +0000 http://www.datamanager.it/?p=68010 La Commissione Ue ritiene che il tax ruling concesso ad Amazon dal Lussemburgo si configuri come aiuto di stato che limita la concorrenza Amazon è nei guai per il regime fiscale concessole in Lussemburgo. Il Granducato avrebbe concesso al colosso dell’e-commerce un trattamento fiscale anticipato (tax ruling), ovvero le lettere di intenti che le autorità […]

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La Commissione Ue ritiene che il tax ruling concesso ad Amazon dal Lussemburgo si configuri come aiuto di stato che limita la concorrenza

Amazon è nei guai per il regime fiscale concessole in Lussemburgo. Il Granducato avrebbe concesso al colosso dell’e-commerce un trattamento fiscale anticipato (tax ruling), ovvero le lettere di intenti che le autorità fiscali inviano alle aziende per spiegare come trasferire beni e servizi da una filiale all’altra. Teoricamente questa pratica non è illegale ma Amazon, che ha scelto il regista Woody Allen per dirigere una serie TV per Amazon Istant Video, se ne sarebbe avvantaggiata in modo anti-concorrenziale.

Amazon nei guai per le tasse in Lussemburgo ma non è la sola

La Commissione europea, in una lettera diffusa oggi, afferma di aver condotto un’analisi sulla tassazione del colosso dell’e-commerce e ha concluso che il tax ruling concesso ad Amazon “costituisca aiuto di stato” e quindi ci sono seri dubbi “sulla compatibilità di questa misura con il mercato interno Ue”. L’organo Ue attualmente sta indagando anche sul trattamento fiscale concesso dall’Irlanda a una sussidiaria di Fiat, Apple e Starbucks.

La Commissione non ha ancora raggiunto un verdetto definitivo nei confronti di Amazon e delle aziende sotto inchiesta. La decisione finale dovrebbe arrivare entro il prossimo giugno. Inoltre, altre indagini simili a questa potrebbero essere aperte a seguito dello scandalo LuxLeaks, un’indagine dell’International Consortium of Investigative Journalists che ha scoperto irregolarità nelle pratiche fiscali di diverse multinazionali in Lussemburgo.

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