Hi-Tech – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 11:46:15 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Hi-Tech – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Milano Fashion Week 2018, il fascino della moda e il potere dei simboli https://www.datamanager.it/2018/03/milano-fashion-week-2018-fascino-della-moda-potere-dei-simboli/ Thu, 15 Mar 2018 13:22:02 +0000 http://www.datamanager.it/?p=143707 Il calendario della Milano Fashion Week ha registrato il boom di eventi e presenze. Con un totale di 156 collezioni presentate in passerella, il sistema italiano della Moda si conferma come un’industria solida e dinamica, che però deve scontare una certa «frammentazione» nella catena di trasmissione delle competenze tecniche e della formazione del talento – […]

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Il calendario della Milano Fashion Week ha registrato il boom di eventi e presenze. Con un totale di 156 collezioni presentate in passerella, il sistema italiano della Moda si conferma come un’industria solida e dinamica, che però deve scontare una certa «frammentazione» nella catena di trasmissione delle competenze tecniche e della formazione del talento – come ha chiarito il sottosegretario al MiSE, Ivan Scalfarotto, in occasione della presentazione del suo libro “White Book. Imparare la moda in Italia” (ed. Marsilio). Il Sistema Moda Italia vale oltre 5 punti di PIL, con un giro d’affari passato dagli 80 miliardi del 2014 agli 87 del 2017 (dati Camera della Moda).

 

Tra le 146 aziende principali del settore, il 40% delle quali è in mano straniera. La crescita del settore si è registrata anche nell’export, con un +5,8% registrato tra gennaio e novembre del 2017 e un balzo in avanti nei mercati di Cina (+16%) e Russia (+14%). Ma torniamo al glamour delle passerelle, lasciando da parte i numeri che però ci dimostrano quanto il fashion sia un sistema commerciale e finanziario molto complesso, in cui l’innovazione di prodotto e di processo gioca un ruolo centrale alla pari di altre industry. Se gli abiti stanno all’identità come le parole al linguaggio, occorre stare molto attenti a quello che indossiamo e soprattutto al messaggio che lanciamo. Così dopo le teste clonate di Gucci, abbiamo visto sfilare i droni di Dolce & Gabbana. Due modi diversi di interpretare l’impatto della tecnologia. Due modi di leggere la realtà: riduzionismo e antiriduzionismo.


#MFW2018 Dalla passerella alla supply chain, quando la tecnologia è di #moda
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Da una parte la paura della perdita del controllo, che si traduce in un monito “tête-à-porter”, dall’altro il gioco dell’equilibrio e la celebrazione della “devozione” assoluta nelle “sorti magnifiche e progressive”. Per la prima volta in passerella i droni hanno rubato la scena alle modelle in carne e ossa. Il primato però spetta a Fendi che aveva utilizzato una flotta di aeromobili a pilotaggio remoto (APR) per la ripresa dal vivo della sfilata Donna Autunno/Inverno 2014-15. Se l’intelligenza artificiale è la tendenza del 2018, il mondo della robotica umanoide è pronto a invadere le passerelle. Poche settimane fa, alla New York Fashion Week, la supermodel Irina Shayk aveva sfilato in compagnia di un robot alto più di due metri. Forse, alle sfilate di Pitti Bimbo a Firenze (dal 21 al 23 giugno) assisteremo al debutto in passerella anche di iCub, il robot bambino (ormai adolescente) nato dal lavoro di ricerca dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova.

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Adolescenti e insonnia da smartphone, a rischio la salute mentale https://www.datamanager.it/2017/12/adolescenti-insonnia-smartphone-rischio-la-salute-mentale/ Wed, 13 Dec 2017 10:34:36 +0000 http://www.datamanager.it/?p=137299 Le facoltà cognitive degli adolescenti stanno peggiorando a causa dei social network e dell’insonnia da hi-tech In questi ultimi anni si è parlato spesso di “insonnia da hi-tech” o da smartphone, causata dall’uso eccessivo dei dispositivi multimediali quali smartphone e tablet. Un fenomeno che interessa non solo gli adulti ma anche adolescenti e bambini, che […]

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Le facoltà cognitive degli adolescenti stanno peggiorando a causa dei social network e dell’insonnia da hi-tech

In questi ultimi anni si è parlato spesso di “insonnia da hi-tech” o da smartphone, causata dall’uso eccessivo dei dispositivi multimediali quali smartphone e tablet. Un fenomeno che interessa non solo gli adulti ma anche adolescenti e bambini, che nell’ultimo secolo hanno perso circa un’ora di sonno.

Nuove dipendenze

Ansia, insonnia, disturbi neurologici più o meno gravi fino alla depressione sono i rischi insiti nell’uso frequente dei social network da parte dei giovani, soprattutto nelle ore notturne secondo uno studio scozzese dell’Università di Glasgow.
Se negli adulti dormire poco e male causa danni al cervello e mette a rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, nei bambini le conseguenze dell’insonnia si manifestano durante il giorno come deficit dell’attenzione, irritabilità, aggressività, iperattività e scarso rendimento scolastico.

Il cervello degli adolescenti starebbe peggiorando proprio per colpa della tecnologia, danneggiato dalla privazione di sonno causata da questi abusi di tecnologia e social network.

L’uso assiduo di smartphone e tablet non solo alterano il sonno, ma abbassano la nostra soglia di attenzione e ci inducono a consumare i pasti velocemente. I ragazzi hanno sviluppato nuove forme di dipendenza, come quella di rimanere sconnessi da Internet (chiamata nomofobia), o l’ansia da messaggio, fino ad arrivare alla cosiddetta ‘vamping’, l’abitudine di trascorrere notti insonni sui social media. Questa dimensione di vita porta a uno stato di perenne ansia e allerta, sia di giorno che di notte. Una condizione psico-fisica che favorisce l’insorgere di patologie e alterazioni della struttura del cervello, paragonabili alle forme di dipendenza da uso di droghe in quanto interessa aree cerebrali comuni.

La responsabilità dei genitori

Un recente studio condotto da Nora Volkow, una delle più stimate esperte del settore, mette in luce come gli adolescenti soffrano  molto di più di dipendenze tecnologiche che da quelle derivanti da sostanze stupefacenti, con una crescita esponenziale di adolescenti depressi.

A confermarlo è la bassissima percentuale di ragazzi che praticano attività fisica, preferendo impegnare il loro tempo davanti ad un PC o al telefonino già prima dei 14 anni. Molti mandano in realtà segnali d’allarme ai genitori in modo spesso difficile da percepire, in quanto l’attenzione degli adulti sembrerebbe concentrarsi soprattuto nel periodo della gravidanza e nella prima fase dell’infanzia dei propri figli, mentre oggi si tende a prestare meno attenzione alla fase invece più delicata e difficile che è quella dell’adolescenza.

In questa fase si formano meccanismi mentali molto importanti per il futuro dei ragazzi, ecco perché è fondamentale che i genitori non trascurino questo periodo.

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Black Friday 2017, in Italia su Twitter domina l’hi-tech https://www.datamanager.it/2017/11/black-friday-2017-italia-twitter-domina-lhi-tech/ Thu, 23 Nov 2017 15:13:00 +0000 http://www.datamanager.it/?p=135981 Expert System analizza mediante l’intelligenza artificiale l’incidenza del Black Friday e del Cyber Monday nelle varie lingue Il Black Friday si è trasformato in un fenomeno commerciale in molti Paesi del mondo. Visto il grande successo, è diventata abitudine protrarre l’iniziativa fino al lunedì successivo, il cosiddetto Cyber Monday. Per osservare le tendenze di consumo legate […]

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Expert System analizza mediante l’intelligenza artificiale l’incidenza del Black Friday e del Cyber Monday nelle varie lingue

Il Black Friday si è trasformato in un fenomeno commerciale in molti Paesi del mondo. Visto il grande successo, è diventata abitudine protrarre l’iniziativa fino al lunedì successivo, il cosiddetto Cyber Monday. Per osservare le tendenze di consumo legate a questi due eventi Expert System ha analizzato attraverso la tecnologia cognitiva Cogito, basata sull’analisi semantica, un campione di circa 120.000 tweet in inglese, francese, tedesco, spagnolo e italiano. L’analisi è stata realizzata tra il 20 ottobre e il 20 novembre, tenendo conto di hashtag come #blackfriday, #BlackFriday2017, #cybermonday, #cybermondaydeals, #cyberweek…

Considerando nel complesso il campione di tweet oggetto dell’analisi, nei confronti di Black Friday e Cyber Monday emerge un clima caratterizzato da un sentiment neutro ma tendenzialmente positivo.
Una generale propensione alla positività emerge anche in base all’analisi delle emozioni. La principale emozione che risalta dai 120.000 tweet è l’eccitazione. Seguono il desiderio, la sorpresa e un sentimento di speranza di trovare ciò che si vuole nonché di concludere buoni affari. Tuttavia non manca un senso di rimorso,  unica emozione negativa nella lista delle 10 emozioni prevalenti.

Per quanto riguarda i prodotti più desiderati, nel nostro Paese si registra il predominio assoluto dell’hi-tech: addirittura ben 9 brand figurano nella Top Ten dei marchi più twittati. Apple conquista la vetta della classifica, seguita da Samsung e Huawei. L’unica eccezione al quinto posto è costuita da Giorgio Armani, simbolo dell’eccellenza italiana nella moda in tutto il mondo.

Generalmente, l’attenzione dei consumatori italiani si concentra sullo shopping online che propone offerte, sconti e promozioni. In questo settore a fare la parte del leone è Amazon, seguito a lunga distanza da Vikishop.

Guardando al linguaggio utilizzato all’interno del campione, Apple conquista la vetta tra i brand citati, senza contare che smartphone e console di gioco figurano tra i prodotti più twittati nel corpus di Expert System. Apple batte il competitor Samsung in tutte le quattro lingue dell’indagine. Nel caso del Belpaese, nella fattispecie, la multinazionale guidata da Tim Cook conquista il 57% delle citazioni, contro il 43% del competitor Samsung. Nella battaglia degli smartphone, iPhone (65%) sconfigge Galaxy (35%).

È tradizione inoltre che nel lungo weekend tra Black Friday e Cyber Monday vi siano forti sconti sui videogames. Grazie a Cogito scopriamo che nel settore delle console Xbox risulta la più citata in tutte le lingue (tranne il francese) a danno della PS4.  Tra i tweet in italiano, infatti, la prima conquista il 60%, la rivale il 40%.

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Il mondo hi-tech contro Donald Trump https://www.datamanager.it/2017/01/mondo-hi-tech-donald-trump/ Mon, 30 Jan 2017 15:37:37 +0000 http://www.datamanager.it/?p=118062 La chiusura delle frontiere a sette paesi con predominanza musulmana ha scatenato le ire dei big. Ma dietro l’angolo c’è una riforma ancora più restrittiva Non è un caso se i primi a rispondere alla firma del presidente Donald Trump sul bando per chi arriva da sette paesi a prevalenza musulmana siano state le aziende […]

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La chiusura delle frontiere a sette paesi con predominanza musulmana ha scatenato le ire dei big. Ma dietro l’angolo c’è una riforma ancora più restrittiva

Non è un caso se i primi a rispondere alla firma del presidente Donald Trump sul bando per chi arriva da sette paesi a prevalenza musulmana siano state le aziende hi-tech. Google e Twitter in primis hanno fatto sentire la loro voce, spiegando come senza il contributo fondamentale degli immigrati, le loro piattaforme non esisterebbero nemmeno o, nel migliore dei casi, sarebbero solo progetti localizzati e non di certo globali. Ma la protesta online ha spinto moltre altre multinazionali a esprimere il loro dissenso: da Microsoft ad Amazon, passando per Salesforce, Facebook e Apple, il “MuslimBan” ha scatenato il dissenso di decine di compagnie, decise a non sottostare alla volontà del neo-eletto.

Ed è solo l’inizio

Ma nel concreto, la decisione di Trump è solo la prima verso una restrizione ancora maggiore dei confini a livello produttivo. Nei piani del repubblicano c’è infatti una proposta di legge che mira a revisionare i programmi di assunzione delle aziende a favore di dipendenti esteri, che entrano negli USA a migliaia durante l’anno. L’idea sarebbe quella favorire il reclutamento di cittadini statunitensi prima di quelli esteri, che comunque verrebbero integrati solo per le posizioni più alte, a seconda del ruolo e della retribuzione. “L’immigrazione dovrebbe servire per soddisfare, in primo luogo, l’interesse degli Stati Uniti – si legge nella proposta – i programmi visa (i classici visti) pensati per i lavoratori stranieri andrebbero gestiti in maniera diversa, per proteggere i diritti civili degli americani, dei residenti legali, delle persone dimenticate e dei posti di lavoro che occupano”. Questo non solo vorrebbe dire ripensare le politiche di assunzione ma anche tagliare fuori dal mercato quei soggetti che negli USA portano il loro know-how per far progredire la società. Pensiamo alle compagnie indiane, specializzate nel mondo IT, che hanno fornito un contributo essenziale per la crescita del paese.

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Trump vince le elezioni e la Silicon Valley si spegne https://www.datamanager.it/2016/12/trump-vince-le-elezioni-la-silicon-valley-si-spegne/ Tue, 20 Dec 2016 14:00:20 +0000 http://www.datamanager.it/?p=116298 Fuga di talenti dalla Silicon Valley e indipendenza della California? L’effetto della vittoria del Tycoon sugli investimenti e il settore hi-tech Trump è il nuovo Presidente degli Stati Uniti. Una vittoria oltre ogni previsione. Quello che sembrava essere quasi un finale scontato per queste elezioni 2016, si è rivelato un incredibile colpo di scena. Ma, […]

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Fuga di talenti dalla Silicon Valley e indipendenza della California? L’effetto della vittoria del Tycoon sugli investimenti e il settore hi-tech

Trump è il nuovo Presidente degli Stati Uniti. Una vittoria oltre ogni previsione. Quello che sembrava essere quasi un finale scontato per queste elezioni 2016, si è rivelato un incredibile colpo di scena. Ma, al di là delle simpatie o non simpatie personali, che cosa significa la vittoria di Trump per la Silicon Valley? Un senso di generale e diffusa tristezza è stato il sentiment prevalente che si è registrato dopo la vittoria di Donald J. Trump. «L’orrore, l’orrore» – è stato questo il grido di Shervin Pishevar, venture capitalist della società Sherpa Capital che ha fortemente sostenuto la candidatura di Hillary Clinton. «Non abbiamo fatto abbastanza» – ha aggiunto. Ancora, Stewart Butterfield, co-fondatore di Slack, il servizio di messaggistica aziendale, ha dichiarato: «Ho il cuore spezzato».

Per alcuni, la reazione è frutto di una consapevolezza profonda: il rapporto tra il governo e il settore hi-tech sembra destinato a cambiare radicalmente. Durante gli anni di Obama, la Silicon Valley è arrivata a vedere se stessa come il motore economico e sociale del nuovo secolo digitale. Gli smartphone e i social network sono diventati talmente importanti per le imprese da divenire uno strumento indispensabile. Amazon, Apple, Facebook, Google e Microsoft sono diventati i grandi giganti del Pianeta. Obama ha saputo utilizzare molti di questi strumenti digitali e ha sempre avuto un atteggiamento accomodante nei confronti della loro ascesa. Ora questo rapporto rischia di essere lacerato. Infatti, Trump ha promesso di avviare azioni antitrust contro Amazon; più volte ha promesso di costringere Apple a produrre i suoi prodotti negli Stati Uniti; e poi ha chiesto un boicottaggio della società quando ha sfidato l’ordine del governo di sbloccare l’iPhone di un terrorista. Amazon, Apple, Facebook, Google e Microsoft non hanno rilasciato commenti sulla vittoria di Trump. Ma è evidente che si profila un grande cambiamento.

I leader di questi colossi hanno a lungo parlato di ambiziosi progetti relativi a un futuro in continuo progresso. I loro obiettivi non erano semplicemente economici ma anche filosofici e democratici. Certo i soldi sempre al primo posto, ma non senza l’idea di rendere il mondo un posto migliore, realizzando una sorta di giustizia sociale. Un domani alimentato da software anziché da fabbriche, offrendo una sorta di connettività radicale con la promessa di un futuro di pace e prosperità diffusa.

Muri o ponti

L’anno scorso, Sundar Pichai, amministratore delegato di Google, ha pubblicato un ampio rimprovero nei confronti del piano di Trump di vietare l’ingresso di musulmani negli Stati Uniti. Mark Zuckerberg, co-fondatore e amministratore delegato di Facebook, ha detto a un pubblico di sviluppatori che «invece di costruire muri, dobbiamo essere in grado di aiutare le persone a costruire ponti». La preoccupazione più profonda è che la tecnologia è al passo con l’umore nazionale e globale, e non è evidentemente riuscita a riconoscere le ansie sociali ed economiche che attraversano attualmente l’America.

«Nella tecnologia, abbiamo bisogno di una scala di grandezza per confrontare i fenomeni. Guardiamo il mondo attraverso la lente di metriche aggregate come il numero di pagine viste e di utenti attivi» – ha scritto in una email Danielle Morrill, l’amministratore delegato di una startup chiamata Mattermark. «Ma questo non significa che abbiamo veramente compreso le persone che si trovano dall’altra parte dello schermo in quanto individui. Questo è il pericolo, e l’opportunità». Eppure, alcune persone hanno sentito una rinnovata ispirazione ad agire in maniera ancora più audace per realizzare le loro visioni progressive. Mark Suster, imprenditore seriale di successo e attualmente impegnato come investment partner per Upfront Ventures, ha detto che «il settore hi-tech ha bisogno di prendere un respiro profondo e di riflettere su quanto accaduto». Aaron Levie, l’amministratore delegato di Box, una società di archiviazione di documenti online, ha suggerito che il settore tecnologico può farsi promotore di cambiamento anche quando affronta questioni politiche specifiche: «Per passare a un’economia guidata dall’innovazione, abbiamo bisogno di andare avanti sulle questioni di cui abbiamo parlato nella Silicon Valley per anni, come l’istruzione, la riforma dei brevetti e quella dell’immigrazione».


#venturecapital @simeoneantonio1 Le sfide dei #VC dopo la vittoria di #Trump
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Effetto Trump

L’altro profilo da non sottovalutare è quello relativo alle scelte politiche che saranno adottate da Trump relativamente all’immigrazione. Sicuramente le premesse non sono delle migliori. Certo è che la Silicon Valley è una sorta di stato in miniatura di cittadini del mondo. Secondo un’analisi della National Foundation for American Policy, più della metà delle startup tecnologiche (con una valutazione che supera il miliardo di dollari) ha almeno un immigrato tra i fondatori. La grande incognita è se la presidenza Trump porterà a una fuga di talenti. Naturalmente non è chiaro quali politiche di immigrazione potrebbero essere perseguite dall’amministrazione Trump o da un Congresso con una netta maggioranza repubblicana sia alla Camera sia al Senato. Durante la sua campagna elettorale, Trump si è sempre rivelato supporter di limiti più rigorosi in materia di immigrazione. Come se tutto ciò non bastasse a destare scompiglio nel mondo dei venture capital, dopo il risultato delle elezioni statunitensi, è ritornato, ancora più forte di prima, il tema della cosiddetta Calexit. Si tratta del proposito della California di abbandonare gli USA.

A poche ore dai risultati delle elezioni, l’hashtag “Calexit”, la “Brexit” della California, è diventato popolare sui social network. Il tutto basandosi sul concetto chiave che la California, da sola, è oggi la “sesta potenza economica mondiale”. Ma quella che prima poteva essere un’idea strampalata di una frangia di indipendentisti, dopo la vittoria di Trump ha cominciato a trovare un sostegno concreto. Il concetto di una secessione pacifica dagli States tramite referendum ha colpito anche qualche big della Silicon Valley, come Shervin Pishevar, co-fondatore di Hyperloop, che ha annunciato sui social di voler finanziare la campagna per la Calexit come scelta patriottica: «La California è il motore economico degli Stati Uniti e la sesta economia mondiale. Forniamo una grande percentuale al bilancio federale. E abbiamo un peso politico importante. Per questo dobbiamo poter valutare di muoverci da soli». Non possiamo sapere se la California uscirà veramente dagli USA. Di sicuro, i venture capital sono stati scossi nelle loro certezze. E ora devono rimboccarsi le maniche.

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Ricoh a formnext 2016 https://www.datamanager.it/2016/11/ricoh-formnext-2016/ Wed, 02 Nov 2016 14:25:11 +0000 http://www.datamanager.it/?p=112678 Ricoh sarà presente a formnext 2016, la fiera internazionale dedicata alle tecnologie per la manifattura Ricoh sarà presente a formnext 2016, importante fiera internazionale dedicata alle tecnologie per la manifattura (Francoforte, 15-18 novembre), per presentare innovazioni nell’ambito dei materiali e delle applicazioni che stanno rivoluzionando i processi produttivi. Protagonista allo stand F18 (Padiglione 3.1) sarà […]

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Ricoh sarà presente a formnext 2016, la fiera internazionale dedicata alle tecnologie per la manifattura

Ricoh sarà presente a formnext 2016, importante fiera internazionale dedicata alle tecnologie per la manifattura (Francoforte, 15-18 novembre), per presentare innovazioni nell’ambito dei materiali e delle applicazioni che stanno rivoluzionando i processi produttivi.

Protagonista allo stand F18 (Padiglione 3.1) sarà RICOH AM S5500P, soluzione pensata per il manufacturing con un volume di costruzione di 550 (lunghezza) x 550 (larghezza) x 500 (altezza) mm.
I visitatori di formnext 2016 potranno toccare con mano numerose applicazioni dedicate al settore aerospaziale, automobilistico e industriale e confrontarsi con gli esperti Ricoh per capire in che modo innovare i processi produttivi grazie a RICOH AM S5500P. Le applicazioni allo stand sono realizzate utilizzando una vasta gamma di materiali tra cui PP, PA12, PA11 e PA6.

 

“L’additive manufacturing – commenta Giorgio Bavuso, Direttore Production Printing di Ricoh Italia – rappresenta una grande opportunità per l’industria, sia a livello di sviluppo prodotto che di produzione. Secondo la società di analisi Gartner le vendite di stampanti 3D cresceranno del 108% entro la fine del 2016. La fiera formnext 2016 ci dà la possibilità di confrontarci con le aziende che vogliono esplorare i vantaggi del 3D printing per fare evolvere il business”.

 

I visitatori della fiera potranno approfondire anche i servizi end-to-end offerti da Ricoh, tra cui progettazione, prototipazione rapida e finishing.

 

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Zowi, l’evoluzione robotica del giocattolo hi-tech https://www.datamanager.it/2016/05/zowi-levoluzione-robotica-del-giocattolo-hi-tech/ Wed, 11 May 2016 13:33:38 +0000 http://www.datamanager.it/?p=101148 Evoluzione del giocattolo intelligente, il nuovo robottino hi-tech è il device ideale per imparare la tecnologia divertendosi BQ presenta Zowi, il robottino intelligente che racchiude in un distintivo design che richiama i giocattoli moderni, il meglio della tecnologia robotica e della filosofia educativa su cui si fonda l’azienda. Zowi è un simpatico robot con una missione precisa: […]

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Evoluzione del giocattolo intelligente, il nuovo robottino hi-tech è il device ideale per imparare la tecnologia divertendosi

BQ presenta Zowi, il robottino intelligente che racchiude in un distintivo design che richiama i giocattoli moderni, il meglio della tecnologia robotica e della filosofia educativa su cui si fonda l’azienda.

Zowi è un simpatico robot con una missione precisa: insegnare ai bambini che la tecnologia può essere trasparente, vicina e divertente. E’ molto più di un giocattolo, è un vero e proprio ecosistema educativo, un percorso didattico da costruire insieme al proprio bambino. Inoltre, sposando l’anima Open Source di tutta la gamma prodotti BQ, Zowi è un robot libero: sia nel disegno fisico che nella sua programmazione, e le sue applicazioni sono a disposizione di chiunque desideri interagire.

Zowi è… interazione!

Giocattolo smart dal design essenziale e hi-tech, comincia ad interagire subito “out of the box”: cammina, balla, evita intelligentemente gli ostacoli, emette suoni e fa gesti con la bocca. Tutto ciò grazie ad alcune evolute funzionalità tecniche che normalmente non ci si aspetta di trovare in un giocattolo. Gli occhi di Zowi, in realtà, sono sensori a ultrasuoni, attraverso i quali risponde a stimoli sulla testa e a suoni vicini. Zowi ha un microfono con il quale può ascoltare e quindi reagire a tutto ciò che gli accade intorno.

Inoltre, grazie all’esclusiva applicazione ZowiApp, è possibile comunicare con il robottino e controllarlo via Bluetooth. L’app mette a disposizione molti giochi ed attività che si sbloccano in fasi successive dell’utilizzo da parte del bambino, proprio come seguendo un preciso programma didattico. Ogni prova superata, tramite l’interazione col robot, abilita nuovi livelli di azione e questo rende il gioco ancora più coinvolgente ed educativo.

Grazie ad un comodo telecomando, è facilissimo controllare e guidare i movimenti di Zowi, farlo camminare o saltare, guidarne i gesti e coordinare i suoi passi di danza, il tutto potendo anche programmare personalmente l’ordine delle azioni da fargli fare.

Zowi è… programmazione!

Zowi è l’esempio, fatto giocattolo, di come oggi la tecnologia sia sempre più un soggetto da studiare divertendosi e da vivere come attori protagonisti, non più come semplici fruitori. Zowi permette di dare corpo alla propria immaginazione per rendere la tecnologia, di cui è fatto, viva e creativa. Possiede una piastra programmabile che permette di fornirgli input ed insegnargli a fare cose nuove. Ciò è possibile attraverso lo strumento di programmazione a blocchi, semplice ed intuitivo, chiamato BitBloq. E’ possibile ad esempio creare melodie e programmare specifiche reazioni a differenti suoni da parte del robot. Ma non solo, è possibile anche smontare Zowi, vedere come è fatto al suo interno ed aggiungere nuovi sensori, per poi programmare nuove divertenti azioni con Bitbloq.

Zowi è… creatività!

L’unicità di Zowi risiede anche nel fatto che permette di dar forma alla propria immaginazione concretamente, personalizzando il proprio giocattolo facilmente.

E’ possibile infatti, non solo interagire a livello di programmazione realizzando veri e propri progetti, ma anche costruire nuove scocche da stampare in 3D per applicarle al giocattolo e renderlo ancora più personale.

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Ford ha l’auto che guarda gli angoli https://www.datamanager.it/2015/06/ford-ha-lauto-che-guarda-gli-angoli/ Wed, 24 Jun 2015 18:00:43 +0000 http://www.datamanager.it/?p=77555 Una fotocamera si nasconde nella griglia d’areazione dell’auto per dare un occhio in più agli incroci La casa automobilistica ha rivelato una nuova tecnologia che permette ai guidatori di vedere cosa c’è dietro gli incroci visualizzando gli angoli inferiori del muso dell’auto. Tutto ciò è possibile grazie ad una videocamera a 180 gradi posizionata all’interno […]

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Una fotocamera si nasconde nella griglia d’areazione dell’auto per dare un occhio in più agli incroci

La casa automobilistica ha rivelato una nuova tecnologia che permette ai guidatori di vedere cosa c’è dietro gli incroci visualizzando gli angoli inferiori del muso dell’auto. Tutto ciò è possibile grazie ad una videocamera a 180 gradi posizionata all’interno della griglia posta tra la targa e il cofano anteriore. La Front Split View Camera può dunque andare al di là degli incroci ciechi facilitando l’immissione in strada delle auto e permettendo a chi guida non solo di evitare altri veicoli in arrivo ma anche pedoni e biciclette che possono attraversare in qualsiasi momento lo spazio di ingresso da una strada secondaria.

[ot-video type=”youtube” url=”https://www.youtube.com/watch?v=qAKIt9eHMN0″]

Come funziona

La videocamera da 33mm e 1 Megapixel si può attivare direttamente dal cruscotto del veicolo dove è posto il touchscreen di bordo con il controllo della visuale. Niente paura per moscerini o acqua visto che integrata ha un paio di spazzole che operano automaticamente quando si accendono i tergicristalli dell’auto. “Siamo tutti guidatori e sappiamo la pericolosità degli angoli ciechi – ha detto Ronny Hause, ingegnere della Ford – per alcuni già uscire fuori dal proprio centro abitato è stressante. In maniera simile alle videocamere che permettono di vedere cosa c’è dietro l’automobile, la Front Split View Camera consente di raggiungere con lo sguardo quei punti dove chi è al volante non può arrivare per ovvi motivi. Nel prossimo futuro ci chiederemo come abbiamo fatto quando non le avevamo”. La camera è già disponibile come optional a bordo della nuova Ford S-Max e dei veicoli della gamma Galaxy.

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IT dinamica, TLC col freno tirato: il 2014 allo specchio delle borse https://www.datamanager.it/2015/01/it-dinamica-tlc-col-freno-tirato-2014-specchio-delle-borse/ Mon, 12 Jan 2015 13:15:10 +0000 http://www.datamanager.it/?p=67660 Chi vince e chi perde nel settore dell’hi-tech. Un’analisi sulle performance delle maggiori aziende mondiali Quaranta aziende sotto osservazione nella Newsletter di Fmc, società specializzata in consulenza di comunicazione. Così così le telecomunicazioni, complessivamente bene o almeno benino l’Information Technology, con alcune prestazioni super e altre che stentano ad arrivare alla sufficienza, tempo variabile con […]

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Chi vince e chi perde nel settore dell’hi-tech. Un’analisi sulle performance delle maggiori aziende mondiali

Quaranta aziende sotto osservazione nella Newsletter di Fmc, società specializzata in consulenza di comunicazione.

Così così le telecomunicazioni, complessivamente bene o almeno benino l’Information Technology, con alcune prestazioni super e altre che stentano ad arrivare alla sufficienza, tempo variabile con qualche nube nell’elettronica di consumo dai contorni sempre più frastagliati. In attesa di vedere nelle prossime settimane i risultati trimestrali e di fine anno delle maggiori aziende mondiali, un’analisi dei trend del settore è stata condotta sulla newsletter quotidiana di Fmc, società specializzata in consulenza di comunicazione hi-tech. L’indagine è basata sugli andamenti borsistici di quaranta delle aziende più significative: in ordine alfabetico dalla “A” di Alcatel-Lucent, Apple o AT&T alla “V” di Verizon o alla “Z” di Zte, coprendo pertanto i diversi settori dell’hardware e del software IT, delle tecnologie e dei servizi di telecomunicazioni e dell’elettronica di consumo, senza trascurare le maggiori web companies.

Variazioni dei corsi azionari, fluttuazione degli stessi, divario a fine anno rispetto ai massimi, capitalizzazione borsistica sono gli elementi considerati. Dall’esame “emerge un quadro che nelle reti e telecomunicazioni premia maggiormente i costruttori di apparati per tecnologie mobili rispetto a quelli per reti fisse, riflettendo gli investimenti nelle nuove reti veloci 4G/LTE. Nell’informatica si apprezza un anno di tenuta significativa dei pc, grazie anche ai cambi di piattaforma, mentre si avverte l’appesantimento dei tablet. Nel software si manifesta un quadro variabile, caratterizzato dall’impegno all’adozione della modalità cloud, che però penalizza i business più tradizionali” , dice Sandro Frigerio, che cura la Newsletter Fmc Report. “Lo smartphone è ormai il prodotto principe dell’elettronica di consumo, anche a discapito di altre tecnologie, ma anche qui si avverte nei numeri la difficoltà di alcuni marchi, come Samsung, messi sotto pressione da nuovi competitor. Il business che ruota attorno al web, infine, è in rapida evoluzione. Tra i segnali più interessanti in generale sono la ripresa di HP dopo un biennio di difficoltà, il buon andamento di Cisco, la novità di una Microsoft dinamica dopo un decennio di stagnazione azionaria, la pausa di Samsung, la frenata di Google e ancor più di Twitter, il rinnovato sprint di Apple, il boom di Alibaba, mentre il calo di IBM evidenzia le difficoltà dei fornitori più legati all’informatica legacy”.

Tlc e reti

Tra i costruttori di infrastrutture per reti pubbliche e private, i progressi azionari maggiori sono stati quelli di Zte e di Cisco, rispettivamente con un + 35 e un +25% rispetto a inizio 2014, anche se va precisato che il costruttore cinese ha una capitalizzazione di borsa di 10 miliardi di dollari e Cisco di 140. Sostanzialmente allo stesso livello dopo 12 mesi sono state Ericsson, (+1%), Nokia (-1%) e Juniper Networks (-2%). Flette invece del 13% Alcatel-Lucent, che, tra i maggiori “vendor”, ha anche la maggior volatilità nel corso dell’anno, con una differenza tra massimi e minimi di quasi 2 a 1 (1,9), al pari della più piccola Ciena (a sua volta con un -17%), seguita con una fluttuazione di 1,61 volte per Zte e di 1,56 di Juniper. Cisco ha chiuso l’anno molto vicino ai massimi (98%), mentre più lontane sono state Juniper (78%), Alcatel-Lucent (86%) e Ciena (87%). Quanto alla capitalizzazione di borsa, Cisco stacca tutti con i suoi 140 miliardi di dollari, seguita a distanza da Ericsson (38,5) e Nokia (27,8). Attorno ai 10 miliardi sono Zte (10,2), Juniper (9,7) e Alcatel-Lucent (9,5). In questo ranking non appare Huawei che, a dispetto delle sue dimensioni (la maggiore per fatturato, testa a testa con Cisco), non è quotata in borsa.

Hi-Tech anno 2014 - Fmc

IT ed elettronica di consumo

Nel vasto settore dell’informatica ed elettronica si registrano le variazioni maggiori. Anche perchè il settore, è molto articolato, con aziende che si proiettano dai pc agli smartphone, dai servizi web al software. Nell’area dei prodotti e sistemi, Apple registra il record di capitalizzazione, con 651 miliardi di dollari a fine anno, e di incremento del titolo del 45 per cento nei dodici mesi, analogo al balzo in avanti di HP (che capitalizza 75 miliardi di dollari) . Di poco inferiore è stato l’incremento di Intel (+44% e 171 miliardi di capitalizzazione).

Nel software, Microsoft si stacca da un decennio di torpore e strappa un + 32%. Per Oracle è il 20%, mentre la rivale SAP cede il 7%. Andamento differenziato tra gli altri produttori di sistemi: IBM ha chiuso un anno al ribasso, con un -14%, mentre EMC, il numero uno dello storage, cresce del 18. Resta stabile l’altro big dello storage, NetApp. Tra le web companies, è stato l’anno di Facebook, con +36,5%, a fronte di un calo del 6% di Google. Nel comparto sono molte le aziende che hanno chiuso l’anno vicino ai minimi, con un rapporto tra quotazione di chiusura e massimo annuale superiore al 92% per HP, EMC, Apple, Microsoft, Oracle, Intel, Facebook. Le più lontane dai massimi sono, nel gruppo, Lenovo (80%) e IBM (81%).
Quanto a capitalizzazione, otto delle aziende del “panel” superano i 100 miliardi di dollari. Si tratta di Apple (651 miliardi), Microsoft (380), Google (325), Samsung (195), Oracle (189), Intel (171), IBM (162), Facebook (220). Superano i 50 miliardi la già citata HP (75), SAP (75), Accenture (58), EMC (57, di cui oltre la metà relativi alla sua controllata VMware).

A queste si aggiungono i due big del commercio elettronico: Amazon, che sconta anche alcune scelte poco felici (come l’avventura nei tablet) e gli investimenti nei servizi cloud, ha perso nell’anno il 21%, ma vale pur sempre 145 miliardi, superata dall’azienda-boom dell’anno, cioè la cinese Alibaba, quotata a fine settembre e con una capitalizzazione che sfiora ii 250 miliardi di dollari.

I servizi di Tlc

La “fotografia” scattata da FMC comprende il settore dei carrier. Buon andamento per la francese Orange, che ha riportato un sonoro +45% nell’anno in cui il suo maggior concorrente (Sfr) è passato di mano (da Vivendi a Numericable). Modesti guadagni, dell’ordine del 4%, sono riportati dall’olandese KPN. Sono stabili, con oscillazioni tra il +2 e il -3%, Telefonica, Telecom Italia, BT e Verizon nonché AT&T. BT, che a fine anno si è segnalata per la sua decisione di rientrare nel business delle comunicazioni mobili con l’acquisizione di EE, conclude comunque un triennio positivo, mentre il segno meno di Vodafone conferma la difficoltà di trovare stimoli di crescita nei mercati maturi, dopo la cessione della sua partecipazione Usa in Verizon . Andamento debole per gli operatori mobili di seconda linea negli Usa, che sono stati oggetto di acquisizioni o di tentativi in tal senso. Si tratta di Sprint, ora controllata da Softbank, che ha riportato -60% e di T-Mobile Usa, il braccio mobile americano di Deutsche Telekom, con un -20%.

La capitalizzazione vede ai primi posti i giganti Usa, con AT&T a 173 miliardi, Verizon a 192 miliardi. Vodafone quota 86 miliardi di dollari, seguono la messicana di Carlos Slim America Movil a quota 75, Deutsche Telekom (74 miliardi), la giapponese NTT (59 miliardi), Telefonica (63 miliardi) quindi più distaccate BT (49 miliardi), Orange (43 miliardi), seguita a distanza da Telecom Italia (19 miliardi), Sprint (16 miliardi, più che dimezzata nel valore di borsa) e KPN (13 miliardi).

BT (95%), Orange (94%), KPN (93%) sono le più vicine ai massimi dell’anno, mentre Vodafone (82%), Telecom Italia (87%, in aumento comunque del 9%), Verizon (87%), Telefonica (89%) sono invece tra le più lontane dai massimi. Va inoltre aggiunto che, per queste aziende come per quelle di altri comparti, l’effetto cambi valutari ha comportato effetti particolari a causa dell’apprezzamento del dollaro e del conseguente deprezzamento di altre valute. Nel caso di BT, per esempio, il progresso calcolato in sterline (circa il 6%) si riflette in una lieve flessione (circa l’1%) nei valori in dollari al Nyse.

Per ulteriori informazioni: fmc-info@fmc-comunicazione.it
 

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Bambini e insonnia da hi-tech, no a smartphone e tablet https://www.datamanager.it/2014/09/bambini-insonnia-hi-tech-smartphone-tablet/ Mon, 22 Sep 2014 08:37:34 +0000 http://www.datamanager.it/?p=61306 L’insonnia cosiddetta da hi-tech, causata dall’uso eccessivo dei dispositivi multimediali quali smartphone e tablet, colpisce anche i bambini, che nell’ultimo secolo hanno perso circa un’ora di sonno Se negli adulti dormire poco e male causa danni al cervello e mette a rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, nei bambini le conseguenze dell’insonnia si manifestano durante il […]

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L’insonnia cosiddetta da hi-tech, causata dall’uso eccessivo dei dispositivi multimediali quali smartphone e tablet, colpisce anche i bambini, che nell’ultimo secolo hanno perso circa un’ora di sonno

Se negli adulti dormire poco e male causa danni al cervello e mette a rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, nei bambini le conseguenze dell’insonnia si manifestano durante il giorno come deficit dell’attenzione, irritabilità, aggressività, iperattività e scarso rendimento scolastico. Del resto, il fatto che dormire bene abbia effetti positivi sulla salute, giovando alle attività cerebrali, rinforzando la memoria e migliorando le capacità di apprendimento, è stato dimostrato da varie ricerche.

40 minuti a notte vengono persi

I pediatri che hanno evidenziato questi disturbi lanciano quindi un allarme agli adulti, individuando i comportamenti a rischio, che sarebbe meglio limitare nei bambini: giocare al computer o con altri device multimediali fino a tardi la sera, mangiare pasti troppo pesanti e coricarsi allo stesso orario degli adulti, sono solo alcune delle possibili cause del peggioramento della qualità del sonno nei bimbi.

Ciò che è certo è che l’insonnia colpisce ben un bambino su cinque tra i 3 e i 14 anni. “La maggioranza dei bimbi ‘perde’ almeno 40 minuti di sonno a notte.”, ha sottolineato Giuseppe Mele, presidente Paidòss, “Sono pochi i casi in cui l’insonnia è conseguenza di vere e proprie patologie come asma, reflusso, disturbi dell’orecchio o apnee ostruttive. In 8 casi su 10 dipende da fattori legati all’organizzazione della giornata”. Avere dei figli significa anche assicurare loro una vita sana, cominciando dal corretto riposo. “I bambini fra i tre e i cinque anni – commenta ancora Mele –  dovrebbero dormire almeno dalle 11 alle 13 ore, per poi arrivare a 9-10 ore dai 6 ai 10 anni e almeno 8-9 ore dagli 11 ai 13 anni”.
Anche l’ansia da rientro a scuola gioca in questo periodo fa la sua parte, manifestandosi anche attraverso disturbi del sonno di varia entità.

Le 5 regole dei sogni d’oro

Proprio per dare ai genitori una sorta di vademecum per il sogni d’oro dei figli, i pediatri indicano alcune importanti regole che andrebbero rispettate:

1) Niente dispositivi con schermi luminosi, come tablet e pc, dopo le 20 di sera.

2) Schermare bene la stanza da letto dove dormono i bambini e regolare una luce soft e rassicurante, d’aiuto soprattutto per chi ha paura del buio.

3) L’antico rimedio “della nonna” per conciliare il sonno, che consiste nel bere una tazza di latte prima di dormire, vale sempre. Meglio se in combinazione con un pasto leggero per cena.

4) Anche l’ambiente è importante: il profumo di lavanda aiuta a ridurre la frequenza cardiaca e la temperatura non dovrebbe mai essere troppo calda.

5) Ridurre i rumori in casa mezz’ora prima di andare a letto.

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