Telegram è effettivamente la chat preferita dai criminali

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Telegram secondo Check Point viene utilizzata dai criminali per corrompere funzionari pubblici, trovare nuovi clienti e favorire le proprie attività illegali grazie alla protezione della crittografia

Telegram in queste settimane ha avuto qualche problema con le autorità russe e forse il Cremlino non ha tutti i torti a interessarsi agli affari del servizio fondato da Pavel Durov. Secondo un rapporto di Check Point Software Technologies, l’app di messaggistica è ampiamente utilizzata dai criminali per scambiarsi informazioni, trovare clienti e corrompere figure importanti nel mondo della finanza e anche tra le forze dell’ordine. In passato i malviventi sfruttavano soprattutto la sicurezza del Dark Web per nascondersi dalle autorità tramite le reti TOR ma la crittografia end-to-end integrata nella chat russa si pone come una valida alternativa. La società di sicurezza ha scoperto vari canali criminali (Dark Jobs, Dark Work e Black Markets) contenenti offerte di lavoro illecite classificate tramite un sistema a colori che ne indica il grado di pericolosità dal punto di vista legale.

Telegram è stato utilizzato per vendere strumenti di hacking e documenti rubati ma anche per reclutare dipendenti di Western Union e Money Gram in modo da ottenere informazioni sensibili. Questi avrebbero ricevuto un pagamento di mille dollari al giorno per compiere attività illegali. L’app di messaggistica è inoltre diventata il canale per ottenere documenti falsi, patenti di guida comprese, realizzati da personale interno alla polizia. Check Point afferma quindi che Telegram è “caratterizzata da un livello di sicurezza più elevato, è più riservata e meno accessibile e questi elementi la rendono una valida alternativa ai forum segreti presenti nel Dark Web. Gli hacker riescono così a mantenere sulla piattaforma la propria identità completamente nascosta perché possono godere di chat pubbliche e private crittografate”.

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L’app di messaggistica è attualmente bloccata in Russia perché si è rifiutata di fornire alle autorità russe le chiavi di accesso per accedere alle chat. Il Cremlino avrebbe addirittura chiesto ad Apple e Google di rimuovere il software dai rispettivi negozi online in modo da impedirne il download ma il provvedimento, che ha causato alcuni disservizi in alcune piattaforme online come quelle di Google e Amazon, ha avuto un effetto contrario. In questi giorni anche l’Iran sta valutando di bloccare Telegram per gli stessi motivi delle autorità russe.