mappe – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 13:00:00 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png mappe – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Apple riparte da zero per lo sviluppo di Maps https://www.datamanager.it/2018/07/apple-riparte-da-zero-per-lo-sviluppo-di-maps/ Mon, 02 Jul 2018 16:59:03 +0000 http://www.datamanager.it/?p=150524 Apple sta riprogettando la sua app Maps con un nuovo approccio che mette al centro i dati raccolti tramite iPhone e la protezione della privacy E’ innegabile che Apple abbia commesso degli errori nella progettazione di Maps. Le sue mappe presentano troppe lacune e imprecisioni per poter competere ad armi pari con Google Maps. La […]

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Apple sta riprogettando la sua app Maps con un nuovo approccio che mette al centro i dati raccolti tramite iPhone e la protezione della privacy

E’ innegabile che Apple abbia commesso degli errori nella progettazione di Maps. Le sue mappe presentano troppe lacune e imprecisioni per poter competere ad armi pari con Google Maps. La Mela ha provato per anni a rendere più efficiente il suo servizio ma con scarsi risultati. Ora è arrivato il momento di ripartire da capo e scegliere un nuovo approccio allo sviluppo della piattaforma. La conferma è arrivata direttamente da Eddy Cue, Vice President of Internet Software and Services del colosso di Cupertino, che in una intervista a TechCrunch ha confermato che i primi miglioramenti arriveranno con iOS 12 e riguarderanno prima l’area di San Francisco e in autunno tutto il nord della California.

Apple ha scelto di cambiare paradigma nella “ricostruzione di Maps” mettendo al centro la privacy e i dati raccolti tramite iPhone. Le informazioni verranno immagazzinate senza colpire l’autonomia del telefono e solo quando il GPS è attivo. Tali imput saranno poi incrociati con nuovi pacchetti di fotografie satellitari ai punti 3D cloud e ai dati raccolti dai minivan con sensori LIDAR che vagano per le strade da più di tre anni. Apple, che potrebbe integrare la e-SIM negli iPhone che presenterà a settembre, si affiderà quindi a informazioni raccolte di prima mano più che alle banche dati di aziende terze come faceva in passato. Non solo, la Mela provvederà a eliminare tutto ciò che consente di risalire ai singoli utenti in modo da proteggerne la privacy (targhe, volti, etc) e ha studiato un sistema di aggiornamenti su base giornaliera e non più mensile.

“Stiamo lavorando nel cercare di creare ciò che spero possa diventare la migliore app di mapping del mondo, portandola al prossimo passo: costruire tutta la nostra mappa dati da zero. Non pensiamo che alcuno stia facendo un livello di lavoro come il nostro. – ha detto Cue – Non l’abbiamo annunciato. Non ne abbiamo parlato con nessuno. È una di quelle cose che siamo riusciti a mantenere piuttosto segreta. Nessuno ne sa qualcosa. Siamo eccitati di questo lancio. Durante il prossimo anno la rilasceremo sezione per sezione negli Stati Uniti”.

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Apple sfrutterà i droni per migliorare Maps https://www.datamanager.it/2018/05/apple-sfruttera-i-droni-per-migliorare-maps/ Thu, 10 May 2018 16:59:11 +0000 http://www.datamanager.it/?p=147323 Apple pensa di utilizzare i droni per mappare il mondo e ha già fatto richiesta per ottenere le opportune autorizzazioni Apple da anni cerca di migliorare le sue mappe, uno dei principali punti deboli del suo servizio, ma nonostante l’impegno non riesce ancora a competere con la concorrenza di Google Maps, che come rivelato durante […]

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Apple pensa di utilizzare i droni per mappare il mondo e ha già fatto richiesta per ottenere le opportune autorizzazioni

Apple da anni cerca di migliorare le sue mappe, uno dei principali punti deboli del suo servizio, ma nonostante l’impegno non riesce ancora a competere con la concorrenza di Google Maps, che come rivelato durante la conferenza I/O 2018 riceverà a breve un corposo aggiornamento. La Mela negli anni ha fatto diversi tentativi e l’ultima idea è quella di sfruttare i droni per ampliare i dati relativi alla geolocalizzazione.

Il progetto è nato nel 2016 ma solo oggi l’azienda di Cupertino ha fatto ufficiale richiesta per utilizzare velivoli comandati da remoto anche in condizioni che ad oggi sono vietate dalle direttive della FAA (Federal Aviation Administration). In particolare, la Mela è interessata a sorvolare i centri abitati a quote che solitamente sono vietate alle aziende private. Apple, il cui notch da luglio supporterà tutte le app, ha effettivamente confermato l’utilizzo dei droni per rendere Maps ancora più accurato e ha promesso che oscurerà ogni elemento che possa in qualche modo violare la privacy degli utenti. Ad esempio, verranno rimossi i volti e le targhe dei veicoli prima di inserire le immagini raccolte nell’app. Il progetto, stando a quanto riportano i rumors, dovrebbe partire dalla Corolina del Nord, stato americano in cui Apple ha già avviato sperimentazioni simili. L’obiettivo è poi quello di espanderlo in tutto il mondo tenendo conto delle autorizzazioni e delle leggi locali.

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Ecco il nuovo Google Earth, più veloce e bello da vedere https://www.datamanager.it/2017/04/google-earth-piu-veloce-bello-vedere/ Thu, 20 Apr 2017 09:12:22 +0000 http://www.datamanager.it/?p=123519 Via il software dedicato, adesso il mondo si esplora con il solo browser web mentre su Android l’esperienza migliora in qualità e rendering Sapevamo già che nel giro di poco Google avrebbe presentato il nuovo Earth. Soprattutto l’app per smartphone, visto il successo di Maps, era divenuta una pallida alternativa allo scrolling del mondo in […]

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Via il software dedicato, adesso il mondo si esplora con il solo browser web mentre su Android l’esperienza migliora in qualità e rendering

Sapevamo già che nel giro di poco Google avrebbe presentato il nuovo Earth. Soprattutto l’app per smartphone, visto il successo di Maps, era divenuta una pallida alternativa allo scrolling del mondo in 3D, con poca utilità se non per fini estemporanei e di puro divertimento. L’idea di base era dunque questa: differenziare Earth il più possibile dalle mappe, donandole funzionalità aggiuntive e particolari, che la rendessero appetibile per un pubblico maggiore. Il risultato è il nuovo Google Earth, una piattaforma che ha il compito di svecchiare la precedente in quanto a interfaccia, menu e personalizzazioni. Il software rinnovato ha già un bel vantaggio: tramite computer non è più necessario scaricare alcun programma, visto che Earth è pienamente accessibile via web, sfruttando l’accelerazione hardware del browser.

Cambia anche sullo smartphone

Su Android c’è sempre bisogno dell’app di riferimento, peraltro annunciata ma non ancora disponibile, che gode di aggiornamenti sostanziale al pari della declinazione desktop. Tra questi il rendering più veloce delle cartine, che trae vantaggio dalla grafica semplificata e dall’eliminazione di alcuni orpelli che ne appesantivano la precedente. Carine le knowledge cards, schede che restituiscono informazioni su luoghi e monumenti, un esempio di Wikipedia istantaneo e più funzionale.

Così come per Maps, anche Earth si apre agli scenari della condivisione, permettendo di copiare un link univoco che rimanda a una coordinata GPS ma pure a una ricostruzione 3D, vero punto forte della piattaforma. Focus sui cosiddetti Voyager, veri e propri viaggi tematici, curati da esperti a mo’ di documentari interattivi, che si pongono come una sorta di enciclopedia universale che prende spunto dalle regioni terrestri, da navigare e scoprire con l’utilizzo. Ultima novità per Google Earth VR, che abbandona l’esclusività di HTC Vive per approdare anche sullo store di Oculus, così da far vivere ai possessori dei Rift gli scenari tridimensionali curati dagli sviluppatori di Mountain View.

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Apple pensa di migliorare le mappe con i droni https://www.datamanager.it/2016/12/apple-pensa-migliorare-le-mappe-droni/ Fri, 02 Dec 2016 13:06:51 +0000 http://www.datamanager.it/?p=115159 Apple utilizzerà i droni per migliorare il suo servizio di mappature per spazi esterni e interni Apple ha sempre ottenuto grandi risultati in quasi tutti gli ambiti di suo interesse ma non certamente nelle mappe. La sua piattaforma, nonostante i numerosi aggiornamenti, risulta ancora poco funzionale e accurata rispetto a Google Maps. La Mela, che […]

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Apple utilizzerà i droni per migliorare il suo servizio di mappature per spazi esterni e interni

Apple ha sempre ottenuto grandi risultati in quasi tutti gli ambiti di suo interesse ma non certamente nelle mappe. La sua piattaforma, nonostante i numerosi aggiornamenti, risulta ancora poco funzionale e accurata rispetto a Google Maps. La Mela, che ha brevettato un Apple Watch dal design innovativo rispetto ai modelli attuali, ha quindi escogitato un nuovo stratagemma per migliorare il suo servizio e recuperare il terreno perso. Secondo quanto riporta Bloomberg, l’azienda di Cupertino avrebbe ottenuto il permesso dall’ente per aviazione civile statunitense (FAA) per estendere la licenza di volo dei droni a scopo commerciale. I velivoli comandati da remoto saranno utilizzati per raccogliere dati e immagini funzionali a Mappe.

Apple avrebbe già allestito un team di ingegneri esperti in robotica e big data per sfruttare le nuove possibilità offerte dai droni. Questa tecnologia permette di mappare in modo più veloce e preciso le strade urbane ed extraurbane rispetto ai furgoni dotati di sensori e fotocamere utilizzati fino ad oggi. Grazie ai droni, Apple sarebbe in grado di esaminare la segnaletica verticale e orizzontale oltre a monitorare le modifiche del traffico e lo stato dei lavori delle aree in costruzione. Non solo, la Mela vorrebbe fornire anche una mappatura più accurata per gli ambienti interni come aeroporti o musei. Questa tecnologia potrebbe poi potenzialmente essere sfruttata anche per i suoi progetti di realtà aumentata, che potrebbero portare all’integrazione di una fotocamera 3D sul prossimo modello di iPhone. Si vocifera che l’azienda di Cupertino abbia anche in cantiere un visore per la realtà virtuale con capacità pari se non superiori a Oculus Rift e HTC Vive.

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Le mappe HERE non interessano solo ad Amazon https://www.datamanager.it/2016/04/le-mappe-here-non-interessano-solo-ad-amazon/ Thu, 07 Apr 2016 17:30:55 +0000 http://www.datamanager.it/?p=98596 Il consorzio che gestisce HERE ha confermato di essere in trattativa con Amazon e altre aziende per la cessione di alcune quote In questi giorni è trapelata la notizia che Amazon fosse interessata ad entrare nel consorzio di HERE per migliorare la gestione delle consegne. Oggi Daimler, che insieme a BMW e Audi ha acquistato […]

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Il consorzio che gestisce HERE ha confermato di essere in trattativa con Amazon e altre aziende per la cessione di alcune quote

In questi giorni è trapelata la notizia che Amazon fosse interessata ad entrare nel consorzio di HERE per migliorare la gestione delle consegne. Oggi Daimler, che insieme a BMW e Audi ha acquistato le mappe da Nokia per 2.5 miliardi di euro, ha confermato che effettivamente il colosso dell’e-commerce vorrebbe far parte del consorzio ma ci sarebbero anche altre aziende interessate.

“Stiamo discutendo con Amazon, Microsoft e molti produttori di auto. – ha dichiarato Thomas Weber, membro del board di Daimler e responsabile di ricerca e sviluppo per Mercedes – Abbiamo bisogno di un fornitore di servizi cloud per gestire l’enorme quantità di dati creati da HERE e dai suoi utenti”. L’obiettivo del consorzio è quello di inserire il sistema di mappatura all’interno di un progetto per vetture a guida autonoma, settore in cui Google sta già lavorando da tempo. Stando alle ultime assunzioni effettuate da Big G, l’azienda di Mountain View avrebbe intenzione di commercializzare da sé le proprie Google Car, quindi senza cederne la produzione e la vendita in licenza.

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Amazon è interessato alle mappe HERE https://www.datamanager.it/2016/04/amazon-interessato-alle-mappe-here/ Mon, 04 Apr 2016 14:38:06 +0000 http://www.datamanager.it/?p=98281 Amazon vorrebbe entrare nel consorzio che gestisce le mappe HERE per migliorare le consegne Amazon vorrebbe migliorare la logistica delle sue consegne e si parla di un suo interessamento nelle mappe HERE. L’app sviluppata da Nokia è passata a un consorzio formato da Audi, BMW e Daimler per 2,5 miliardi di euro e Amazon vorrebbe […]

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Amazon vorrebbe entrare nel consorzio che gestisce le mappe HERE per migliorare le consegne

Amazon vorrebbe migliorare la logistica delle sue consegne e si parla di un suo interessamento nelle mappe HERE. L’app sviluppata da Nokia è passata a un consorzio formato da Audi, BMW e Daimler per 2,5 miliardi di euro e Amazon vorrebbe far parte del progetto.

Il sito di e-commerce, che sta lavorando anche alla realtà virtuale e ai pagamenti tramite selfie, non vorrebbe solamente diventare un cliente di HERE ma un vero e proprio socio. L’obiettivo è quello di disporre di un sistema di mappe efficiente che le consenta di velocizzare le consegne e aumentare così i ricavi. Recentemente anche Continental, Renault e Ford hanno espresso il loro interesse per HERE, che in passato sono state molto vicine ad essere acquistate da Apple e Uber.

Amazon da diverso tempo sta cercando di rendere più efficiente la parte logistica del suo business, fondamentale per la gestione di ordini provenienti da tutto il mondo con la massima rapidità. Di recente si vociferava che il sito di e-commerce stesse anche pensando di amministrare in autonomia le spedizioni con l’utilizzo di mezzi di proprietà.

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Apple Mappe sorpassa Google Maps https://www.datamanager.it/2015/12/apple-mappe-sorpassa-google-maps/ Wed, 09 Dec 2015 19:00:48 +0000 http://www.datamanager.it/?p=90498 Gli utenti iPhone sembrano aver finalmente svoltato verso la soluzione casalinga, più affidabile e funzionale rispetto al passato Apple Mappe meglio di Google Now. Ne sono convinti i possessori di iPhone, o almeno una gran parte di loro. Secondo quanto comunicato da AP, sullo smartphone della Mela è la piattaforma di Cupertino la preferita rispetto alla […]

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Gli utenti iPhone sembrano aver finalmente svoltato verso la soluzione casalinga, più affidabile e funzionale rispetto al passato

Apple Mappe meglio di Google Now. Ne sono convinti i possessori di iPhone, o almeno una gran parte di loro. Secondo quanto comunicato da AP, sullo smartphone della Mela è la piattaforma di Cupertino la preferita rispetto alla sempreverde mappatura di Big G, che negli anni ha saputo accogliere le richieste di navigatori su computer, cellulari e tablet, senza distinzione di sistema operativo. Proprio prima dell’avvento di Apple Mappe, era Google Now l’applicazione predefinita su iPhone e iPad, decaduta poi a settembre del 2012 per far spazio alla rivale.

Ribaltamento di fronte

Come detto, AP ha pubblicato i numeri dell’utilizzo di Apple Mappe che adesso è utilizzato da più di 5 miliardi di persone alla settimana: circa tre volte in più del concorrente su iPhone e iPad. C’è da dire che nel giro di tre anni Apple ha lavorato davvero molto per migliorare un servizio che era diventato un po’ lo zimbello di tutto l’ecosistema della Mela. Da strade inesistenti ad aeroporti che finivano nel centro cittadino, fino a ponti che in 3D sembravano delle montagne russe. Insomma, dall’aver facilitato la strada ad un’ulteriore adozione di Google Maps, Apple Mappe è divenuta sicuramente più apprezzata, anche grazie all’Apple Watch. Si perché sullo smartwatch di Cupertino, nonostante il recente approdo di Google Maps, Mappe è davvero funzionale, permettendo di scorrere con il touch la mappa di un’intera città; sul rivale invece è solo possibile navigare verso casa e lavoro, ricevendo esclusivamente le indicazioni testuali.

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Più dati e sicurezza. La sfida del futuro di Intergraph https://www.datamanager.it/2015/11/piu-dati-e-sicurezza-la-sfida-del-futuro-di-intergraph/ Tue, 24 Nov 2015 15:33:53 +0000 http://www.datamanager.it/?p=87882 Mappe, basi militari, forze di polizia, complessi energetici, chimici e industriali, persino le telecamere all’interno della metropolitana. Si tratta di contesti diversi, ma uniti da un fattore comune: la sicurezza e la gestione infrastrutturale La sicurezza è uno degli asset principali di Intergraph, azienda multinazionale che nasce in Alabama, USA, nel 1969. Dopo anni di […]

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Mappe, basi militari, forze di polizia, complessi energetici, chimici e industriali, persino le telecamere all’interno della metropolitana. Si tratta di contesti diversi, ma uniti da un fattore comune: la sicurezza e la gestione infrastrutturale

La sicurezza è uno degli asset principali di Intergraph, azienda multinazionale che nasce in Alabama, USA, nel 1969. Dopo anni di implementazioni tecnologiche innovative per gli organi militari statunitensi, Intergraph diventa leader nella fornitura di software per la manipolazione delle informazioni geospaziali, al servizio di clienti sparsi in tutto il mondo.

Tra gli anni 70 e 90, il Gruppo allarga sapientemente i propri ambiti di intervento. Si passa dall’esercito e marina agli enti pubblici, passando per le grandi compagnie oil & gas e reti di trasporto. La vera svolta arriva con l’ingaggio da parte di Hexagon, azienda svedese nata nel 1992 e divenuta ben presto leader a livello mondiale nella fornitura di tecnologie di misurazione ad altissima precisione.

Hexagon acquisisce Intergraph nel 2010. Da quel momento, Hexagon ha fatto molti investimenti strategici per il miglioramento della sicurezza pubblica, la gestione delle infrastrutture tecnologiche, la protezione di infrastrutture critiche e altro ancora.


#geospatial Massimo Pagani @Intergraph_IT : L’approccio geospaziale cambia il modo di leggere il mondo e il business
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Lo scorso 12 ottobre viene annunciato un cambio di brand a livello mondiale, la divisione Intergraph SG&I entra a tutti gli effetti nella grande famiglia Hexagon, assumendo il nome di Hexagon Safety & Infrastructure. «Dopo cinque anni, è stato naturale fare il passo successivo e andare avanti come Hexagon Safety & Infrastructure. Nei nostri mercati di riferimento, i nostri clienti sono abituati al nome Hexagon. Le nostre soluzioni sono dotate di software Hexagon Geospatial e i nostri clienti utilizzano prodotti Hexagon Geosystems. Questo rebranding comunica in modo più efficace il nostro approccio come un’unica grande famiglia di marchi Hexagon» – spiegano in azienda.

Il nome Intergraph rimarrà nel branding dei prodotti software. Quindi, se si ha familiarità con i prodotti “Intergraph”, non cambia nulla. Ma ancora più importante, sono le capacità ulteriormente potenziate di Hexagon in ambito “Geospatial Enterprise Solutions” e “Industrial Enterprise Solutions”. In qualità di leader mondiale nel settore delle tecnologie dell’informazione, le applicazioni geospaziali e industriali enterprise di Hexagon permettono la fornitura di soluzioni complete per la difesa, aerospaziale, energy, oil & gas, pubblica amministrazione, utilities & communications, agricoltura, manifatturiero, minerario, e molti altri settori.

Si tratta solo di un cambio di brand, non di un cambio organizzativo, per cui continueremo a operare e sviluppare il nostro business esattamente come prima, ci spiega Massimo Pagani, country manager di Hexagon Safety & Infrastructure Italy.

La Sicurezza prima di tutto

«Quando parliamo di security non ci riferiamo alla declinazione cyber, almeno non solo» – afferma Pagani. «Per noi la sicurezza è principalmente quella fisica, in relazione a persone, mezzi e strumenti. Attraverso sensori, radar e telecamere, riusciamo a connettere luoghi pubblici, ambienti di lavoro e mezzi di trasporto con soluzioni geospaziali avanzate, che permettono di avere un quadro generale di ciò che accade fisicamente al di là dello schermo. Facciamo un esempio: quando la polizia effettua controlli sui veicoli in circolazione ha bisogno di accedere a una quantità enorme di informazioni, organizzate in database, che restituiscano un feedback esaustivo e funzionale in tempo reale. È qui che arriviamo noi, con lo sviluppo di sofisticate soluzioni software che rinnovano metodologie classiche per la necessità di abbracciare il mondo del digitale».

Governare i dati

Il contesto government è quello dove l’innovazione tecnologica ha più ampi margini di miglioramento. In questo caso, Hexagon Safety & Infrastructure si rivolge a comuni, province ed enti pubblici ma anche multinazionali oil & gas, grandi owner operator ed EPC, società che gestiscono reti autostradali e ferroviarie. Qui la necessità è di ottimizzare costi e benefici. Ne è ben cosciente Massimo Pagani, soprattutto quando il soggetto pubblico di riferimento ha visto comprimere sempre più la propria disponibilità economica. «In questo caso, a fare la differenza è la conoscenza di dominio, la capacità di saper proporre i sistemi migliori come risposta a particolari esigenze. Non è un caso se nel mondo degli enti pubblici si stia assistendo a una rapida diffusione di software open source. Si tratta di una scelta che permette inizialmente di salvaguardare il budget senza rinunciare a funzionalità base. L’importante però è avere sempre sotto controllo l’aspetto costi/benefici a medio-lungo termine. Si tratta di un diverso modello di business, e noi seguiamo sempre con interesse le strade “parallele” dettate dai trend, anche quelli dei nostri competitor, che negli ultimi anni virano sempre più verso panorami consolidati, come quello del cloud. A tal proposito, una delle missioni di Hexagon Safety & Infrastructure è quella di aiutare le organizzazioni a superare questi ostacoli, primo fra tutti la compressione dei budget, migliorando i processi e gestendo in modo efficace i cambiamenti in atto. Un altro settore su cui siamo da decenni focalizzati, è la Difesa. La nostra missione odierna e del futuro è quella di fornire piattaforme di “Smart Mapping” che possano aggiornarsi dinamicamente e periodicamente, al fine di monitorare i cambiamenti del territorio e contestualizzarli con gli obiettivi di intelligence. In che modo? È possibile ad esempio studiare territori storicamente “caldi”, per capire se e come possono essere presenti minacce ai cittadini locali e a basi militari. Con le nostre soluzioni, i militari studiano i cambiamenti sulla mappa in “motion video”, controllano in sicurezza il territorio da perlustrare, verificano con l’ausilio di potenti algoritmi di video e image processing, dove sono sorti edifici che prima non c’erano. Tutto questo in un semplice ambiente di “Geospatial Data Fusion” a disposizione per i decision maker.


#geospatial Massimo Pagani @Intergraph_IT : La missione di accompagnare lo sviluppo del nostro Paese
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L’importanza dell’infrastruttura

«Nutriamo grandi speranze nella fibra ottica» – dice ancora Pagani. «È qui che parte delle nostre risorse sono concentrate visto che entro il 2020 quasi tutta la popolazione italiana dovrà avere accesso a una connessione che assicuri una velocità di almeno 50Mbit al secondo. Il nostro intervento non si ferma però solo alla fornitura di tecnologie per la pianificazione, progettazione e gestione degli interventi di ammodernamento da effettuare sul territorio, ma anche a quelli di maintenance e business development, che rappresentano il culmine della messa in moto di una nuova era delle telecomunicazioni. Priva di un corretto workflow di intervento e di pianificazione, la fornitura di tecnologia non può raggiungere il suo valore reale, restando confinata in tecnicismi che agli end user interessano ben poco».

Uno sguardo al futuro

Ma dove vede Pagani la “sua” Intergraph tra 5-10 anni? «Sicuramente in una posizione leader, dove siamo ora. È innegabile che ci siano dei trend economici ai quali guardiamo con maggiore interesse, e grazie all’acquisizione da parte di Hexagon sappiamo di poter competere ancora di più a livelli altissimi su più fronti. Ci affascina il poter accompagnare il nostro Paese sul percorso di implementazione della fibra e verso la messa in sicurezza di grandi aree sia a scopo pubblico sia industriale. Un sogno è quello di poter finalmente portare l’Italia verso l’adozione di un numero unico (112 in tutta Europa), visto che siamo tra gli ultimi paesi a non averne ancora uno a livello europeo. La sfida è difficile ma non impossibile; instradare migliaia di telefonate al giorno verso il giusto organo di competenza è sicuramente complesso, ma abbiamo tutti gli elementi necessari per allinearci al meglio agli altri paesi membri dell’UE».

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GIS, vivere in un mondo senza confini https://www.datamanager.it/2015/10/gis-vivere-in-un-mondo-senza-confini/ Mon, 19 Oct 2015 13:09:02 +0000 http://www.datamanager.it/?p=85718 Governi, imprese, utility, ambiente, sanità, trasporti, immigrazione. Quali sono le frontiere dell’intelligenza geospaziale? Le soluzioni GIS come strumenti di ingegneria sociale ed economica cambiano il modo di leggere il mondo e il business Reinventare il GIS significa mettere i servizi di geolocalizzazione al centro dei processi non solo per visualizzare l’invisibile, incrementare il business per […]

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Governi, imprese, utility, ambiente, sanità, trasporti, immigrazione. Quali sono le frontiere dell’intelligenza geospaziale? Le soluzioni GIS come strumenti di ingegneria sociale ed economica cambiano il modo di leggere il mondo e il business

Reinventare il GIS significa mettere i servizi di geolocalizzazione al centro dei processi non solo per visualizzare l’invisibile, incrementare il business per le aziende e il valore per il cliente, ma anche per prendere decisioni strategiche su solide basi, come mette in evidenza Roberta Bigliani, head EMEA di IDC Energy Insights. Ma a beneficiare della rivoluzione geospatial non sono solo le utility con la creazione di “catasti” condivisi in cui far confluire i dati relativi alle infrastrutture. Nei diversi ambiti applicativi – dalla gestione della mobilità cittadina al transito delle navi nei porti, dal monitoraggio dell’inquinamento e delle epidemie alla mappa del rischio sismico, passando per il geomarketing – i nuovi trend dell’IT geospatial sono molteplici e tutti legati alla rivoluzione mobile e alla disponibilità di connettività ad alta velocità. La geolocalizzazione è un mercato che vale 10,6 miliardi di dollari per il 2015, secondo i dati emersi durante la Conferenza Esri Italia 2015. La richiesta di soluzioni WebGIS e di analisi spaziale è trasversale a tutti i campi. Come nel passato, la geografia del mondo diventa un elemento chiave e strategico. Government, business, utility, ambiente, sanità, trasporti, soccorso stradale, immigrazione. Si tratta di visualizzare, analizzare e interpretare i dati spaziali per capire le “relazioni nascoste”, le tendenze in atto di un fenomeno, valutandone rischi e potenzialità. Un sistema di informazione geografica permette di portare benefici alle organizzazioni di tutte le dimensioni e rappresenta la risposta più semplice per esigenze diversificate. L’approccio geospaziale sta cambiando la nostra vita di tutti i giorni, ma anche il modo di concepire l’organizzazione, di leggere il mondo di dati in espansione, calandoli in un sistema di riferimento, e gli eventi a livello planetario. Il GIS è ormai da tempo una tecnologia strettamente funzionale al core business delle aziende ed è già in atto una fase più avanzata che mira all’integrazione del GIS con gli altri sistemi all’interno dell’azienda (CRM, CMS, BI…).


#GIS In crescita la domanda di soluzioni WebGIS e di analisi spaziale
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In altri settori, come banche, assicurazioni, retail, il GIS è utilizzato da poco tempo, ma è già molto chiaro il valore aggiunto derivante dall’uso di mappe interattive e dell’analisi spaziale. Il geomarketing, per esempio, rappresenta ormai un sistema di supporto alle decisioni in molti settori di business, in grado di orientare le scelte operative delle aziende in funzione del contesto territoriale nel quale operano le singole realtà produttive e distributive, fornendo informazioni sulla domanda attuale e potenziale del mercato, sul posizionamento rispetto alla concorrenza, sul grado di copertura della rete commerciale. Inoltre, l’offerta di servizi online (WebGIS) fornisce alle aziende strumenti di analisi e condivisione di informazioni su mappa, che costituiscono un valido supporto alle decisioni strategiche e per lo sviluppo del business che può trarre molti vantaggi dall’introduzione della rappresentazione georeferenziata. Non bisogna dimenticare un’altra applicazione delle tecnologie GIS, in un ambito fondamentale per la società odierna: le emergenze. Le moderne piattaforme di comunicazione, che integrano servizi di mappatura, permettono di fronteggiare le calamità naturali, redigere piani di emergenza legati al rischio ambientale, rispondere in maniera proattiva a situazioni critiche e impreviste.

Le applicazioni GIS con il più elevato potenziale di diffusione sono quelle vicine alla produzione e all’utilizzo della cartografia digitale, come il monitoraggio e la mappatura territoriale, la pianificazione e la gestione urbanistica, dell’ambiente e del patrimonio culturale. I dati geografici “liberati” dalla PA, infatti, sono al centro dello sviluppo dei territori in una prospettiva di smart city a vantaggio della mobilità sostenibile, la sicurezza e i servizi ai cittadini e alle imprese.

Applicazioni GIS per una sanità più efficiente

L’analisi georeferenziata in ambito sanitario può aprire nuovi scenari nella ricerca dei fattori di rischio per la salute collettiva e individuale e il monitoraggio delle epidemie. In campo sanitario, circa l’80% delle informazioni possono essere ricondotte a una posizione geografica e per questo i sistemi di informazione geografica possono essere considerati come una delle migliori tecnologie per facilitare i processi decisionali in campo sanitario. Da sempre, l’epidemiologia trae grandi vantaggi dalle conoscenze geografiche e la tecnologia GIS rappresenta il collegamento tra questi due ambiti, permettendo di visualizzare e analizzare la distribuzione geografica delle malattie nel tempo e di rilevare tendenze spazio-temporali, modelli e relazioni che sarebbero più difficili da scoprire tramite formati tabellari tradizionali. La gestione dell’emergenza sanitaria sulla vita di una città ha un impatto dirompente. Le soluzioni analitiche possono diventare uno strumento di pianificazione urbanistica per migliorare il livello di servizio nelle metropoli. Per esempio, il sistema di emergenza e urgenza in Lombardia costa 180 milioni di euro l’anno, su una popolazione di dodici milioni di abitanti. E nei prossimi anni, la spesa è destinata ad aumentare. Anche in vista di Milano Expo 2015, sono state adottate soluzioni GIS per gestire l’impatto del flusso dei 20 milioni di turisti sul sistema di emergenza e urgenza di Milano e Lombardia. L’analisi geolocalizzata dell’intervento di soccorso ha permesso di spostare in maniera fisica lo stazionamento di alcuni mezzi e di allocarli in modo più efficiente per arrivare sul luogo dell’emergenza con un limite di otto minuti in area metropolitana e di venti minuti in area rurale.

I dati che raccontano il mondo che ci circonda

 

Dalla soffitta, il concetto di “mappa” torna a essere di attualità grazie al GIS, che sta registrando grande sviluppo come strumento di “mapping” e come supporto alla business intelligence e ai processi decisionali. Tutto ciò è reso possibile da una profilazione dettagliata del territorio, che può essere costruita basandosi su una rilevante quantità di informazioni disponibili, e dai database dei singoli clienti di servizi esistenti che, con la possibilità di intervenire direttamente sul dataset di mappe, permettono di “raffinare” la trasposizione dei dati territoriali a livello digitale.

Il mercato della cartografia digitale è diventato di importanza strategica e molto profittevole. Nokia e Google sono stati tra i primi a capirlo e a muoversi di conseguenza. In un mondo senza confini e sempre più complesso, le mappe permettono di ridare concretezza a tutto quello che ci sembra invisibile o sfuggire alla immediata comprensione. Nel corso della storia, le carte geografiche hanno dato vita alla visione del mondo e anche al posto che occupiamo nel mondo. Le mappe interattive non sono solo “oggetti” tecnologici a vari livelli di dettaglio, ma sono delle rappresentazioni sincroniche del potere, dell’economia, della storia e dello stato di salute del nostro Pianeta. Un sistema GIS progettato per operare con dati relativi allo spazio geografico è in pratica un modello concettuale della realtà che simula, in modo sintetico, il mondo reale. Rispetto al passato, un sistema di informazione geografica ci permette di visualizzare, domandare, analizzare e interpretare i dati per capire rapporti, modelli e tendenze.


#GIS La geolocalizzazione è un mercato che vale 10,6 miliardi di dollari per il 2015 (dati @Esriitalia)
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Tracciare, capire, condividere

I sistemi informativi geografici pubblicati su web permettono di estendere e condividere queste informazioni con altri utenti. Gli esempi più noti di WebGIS sono gli applicativi web per la localizzazione cartografica, da Google Earth ai sistemi informativi territoriali (SIT) delle Regioni e di diversi Comuni, che rappresentano la nuova bussola per orientarsi nella conoscenza e nel governo del territorio in ottica smart city.

Le componenti principali di un WebGIS sono la parte hardware, quella software, le procedure applicative, le  banche dati e le persone. Il software è il vero motore del WebGIS. Il software per la gestione dei dati geografici è la componente che distingue un WebGIS da un sistema informativo generico. Il WebGIS non è una semplice estensione di un programma GIS-Desktop. Diffondere informazioni geografiche attraverso siti web significa quindi non solo dare la possibilità di inserire, elaborare e analizzare dati georeferenziati in qualsiasi punto della terra tramite una connessione, ma anche raggiungere una vasta platea di utenti, anche non specializzati. Ognuno, infatti, ha una storia da raccontare e ciascuno può sfruttare la potenza delle mappe tecnologiche per raccontare la propria. Non a caso, si chiama proprio “Mappe d’Italia”, il progetto promosso dall’Istituto Nazionale di Urbanistica, attualmente in fase sperimentale nell’area emiliano-romagnola, ma che potrebbe poi essere esteso a tutto il territorio nazionale. Il progetto punta alla valorizzazione del patrimonio artistico e paesaggistico del nostro Paese.

Intelligenza geospaziale al servizio dei governi

 

Vivere in un mondo senza confini significa governare i cambiamenti e i fenomeni di portata planetaria dalla gestione delle catastrofi ai flussi migratori. I servizi WebGIS e le soluzioni di analisi spaziale non sono solo una cassetta degli attrezzi, ma un modo per fare le scelte giuste. Le mappe nel corso della storia si sono sviluppate come conseguenza diretta dei movimenti di persone e merci. I sistemi GIS possono diventare strumenti di ingegneria non solo economica ma anche sociale per governare fenomeni complessi come l’immigrazione, le catastrofi, i conflitti. Ogni anno in Australia, il Dipartimento dell’Immigrazione passa al setaccio trenta milioni di viaggiatori irregolari e distribuisce sei milioni di visti, utilizzando big data analytics in tempo reale e integrando informazioni biometriche e georeferenziate.

La Croce Rossa Americana, utilizzando i dati del Geological Survey EarthExplore ha predisposto una mappa di intervento per gestire l’emergenza del terremoto che ha colpito il Nepal il 25 aprile 2015, causando più di ottomila morti e gravissimi danni. Sul fronte della guerra in Afghanistan, i contingenti militari si muovono per gestire gli attacchi in un generale clima di confusione, amplificato dalle lotte intestine tra le diverse fazioni in lotta. E accanto alle informazioni geografiche sul territorio, chi opera in quelle zone ha imparato a integrare altri tipi di dati per riuscire a rimanere vivo. L’intelligenza geospaziale permette di stare in prima linea con l’obiettivo di prevedere ciò che può accadere e – forse – impedire che accada. La National Geospatial Intelligence Agency, infatti, sta lavorando insieme ad altre agenzie europee a un sistema Geospatial intelligence che permetterà per la prima volta la raccolta di informazioni, analisi e processo di diffusione attraverso la raccolta automatica di terabyte di dati da una vasta gamma di fonti, come i documenti dei censimenti della popolazione, i rapporti delle ONG e persino gli annunci su Twitter, in un unico database che rivoluzionerà l’operatività degli interventi militari nelle aree critiche, collegando i dati riguardanti le persone, i luoghi, gli eventi con il paesaggio fisico e quindi identificando tutte le possibili relazioni tra tutte le diverse variabili. Questo tipo di applicazioni avrà un impatto anche sui sistemi tradizionali di valutazione del rischio, anche in ottica di business continuity e disaster recovery e – in un futuro non troppo lontano – anche di prevenzione del crimine.


#GIS L’approccio geospaziale cambia il modo di leggere il mondo e il business @Intergraph_IT
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GIS e immigrazione

Per chi scappa da una guerra, la fortuna più grande è riuscire a raggiungere un campo rifugiati UNHCR, anziché vagare attraverso pericolosi territori di scontri senza nessuna protezione, senza cibo o acqua, in balia dei combattenti armati di ogni fazione. Avere accesso alle mappe del territorio in circostanze come queste, può fare veramente la differenza tra la vita e la morte. Già nel 2004, l’Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite aveva iniziato ad avvalersi dei dati satellitari allo scopo di individuare risorse idriche e località ottimali per i campi profughi destinati ai rifugiati. Oggi, ha integrato quei dati per la creazione di un sistema di informazioni geografiche che anche gli agricoltori locali possono utilizzare.

L’attuale flusso di rifugiati e migranti economici che transitano attraverso il Mediterraneo è in costante crescita e minaccia di mettere a dura prova le politiche di accoglienza dei singoli stati. Intanto da settimane, è tornato a rafforzarsi un altro flusso in ingresso che segue la rotta balcanica. L’Unione europea, passando di vertice in vertice, rimane lontana dall’elaborazione di politiche comuni ed efficaci per gestire l’emergenza. Mappare i flussi migratori attraverso i sistemi geospaziali potrebbe offrire un valido supporto ai governi per decidere non solo quali scelte adottare nel breve periodo, ma anche per decidere la migliore politica sull’immigrazione. Aprire o chiudere le frontiere non è una scelta tra generosità o egoismo e non può essere lasciata all’emotività del momento. Una corretta politica dell’immigrazione ha bisogno di dati statistici, di dati economici e di dati geospaziali. La tecnologia ci viene in aiuto per districare una materia complessa. Conosciamo la strada, e abbiamo gli strumenti. Che cosa ci impedisce di cambiare veramente la vita delle persone in un mondo senza più confini?

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Tesla usa le sue auto per mappare le strade nel mondo https://www.datamanager.it/2015/10/tesla-usa-le-sue-auto-per-mappare-le-strade-nel-mondo/ Thu, 15 Oct 2015 12:05:16 +0000 http://www.datamanager.it/?p=85897 Il progetto servirebbe a implementare un sistema intelligente che riesca a portare a destinazione il passeggero in automatico: in poche parole l’auto-pilota Si parla tanto di self-driving car, le auto senza pilota, che Google sta testando oramai da mesi e che Apple sembra aver già in cantiere. Eppure c’è chi è andato già oltre gli annunci, […]

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Il progetto servirebbe a implementare un sistema intelligente che riesca a portare a destinazione il passeggero in automatico: in poche parole l’auto-pilota

Si parla tanto di self-driving car, le auto senza pilota, che Google sta testando oramai da mesi e che Apple sembra aver già in cantiere. Eppure c’è chi è andato già oltre gli annunci, presentando una prima funzione di auto-pilota sulle proprie vetture: Tesla. Attraverso un aggiornamento del software alla versione 7.0, Tesla ha dotato la sua Model S di avanzate funzioni di pilotaggio remoto, che al momento vanno a supportare il guidatore manuale, quello in carne ed ossa. Grazie all’update, la macchina può sterzare, frenare o decelerare quando lo ritiene più opportuno, soprattutto in situazioni di traffico intenso. Tutto ciò grazie alla combinazione di videocamere, radar, sensori e dati ricevuti in automatico dalla rete.

Il passo successivo

Si tratta solo del punto di partenza verso una definizione più chiara di quella che sarà la Tesla automatica del futuro. Durante la presentazione delle opzioni autopilota, Elon Musk ha spiegato che in tre anni l’azienda avrà il suo veicolo senza guidatore, capace di viaggiare senza problemi da una parte all’altra del paese. Lo farà anche grazie all’archiviazione, in memoria, delle strade principali di tutto il mondo, le cui mappe sono realizzate grazie agli stessi possessori che guidano una Tesla. E’ interessate accennare al modello particolare di machine learning che Musk ha messo in campo: “Mettiamo il caso in cui si stia guidando su una strada non conosciuta dal sistema di Tesla di default. L’intelligenza a bordo potrebbe ottenere le informazioni grazie alle altre vetture che hanno già seguito lo stesso percorso, salvato sul cloud, imparando le velocità e i tempi di percorrenza”.

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