OMS – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 12:07:01 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png OMS – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Olio, prosciutto e formaggio sarebbero dannosi quanto le sigarette https://www.datamanager.it/2018/07/olio-prosciutto-e-formaggio-sarebbero-dannosi-quanto-le-sigarette/ Fri, 20 Jul 2018 12:13:08 +0000 http://www.datamanager.it/?p=151780 Proposta dall’Onu l’introduzione di etichette di allerta per i cibi ricchi di grassi saturi e sale Alcuni dei prodotti tipici del nostro Paese considerati eccellenze agroalimentari in tutto il mondo sono ora considerati nocivi al pari delle sigarette. A sostenerlo è l’Onu, con l’appoggio dell’Organizzazione mondiale della Sanità, che invita a ridurre il consumo di […]

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Proposta dall’Onu l’introduzione di etichette di allerta per i cibi ricchi di grassi saturi e sale

Alcuni dei prodotti tipici del nostro Paese considerati eccellenze agroalimentari in tutto il mondo sono ora considerati nocivi al pari delle sigarette. A sostenerlo è l’Onu, con l’appoggio dell’Organizzazione mondiale della Sanità, che invita a ridurre il consumo di olio extravergine, formaggio e prosciutto perché ricchi di grassi saturi e sale. Eppure proprio l’olio extravergine, uno dei componenti fondamentali della dieta mediterranea, è considerato un toccasana è considerato un toccasana per il cuore, oltre a possedere proprietà antiossidanti che aiutano a prevenire il cancro al colon.

Un altro recente studio ha dimostrato come sia una falsa credenza che latticini e formaggi debbano essere eliminati dalla dieta, ma andrebbero invece consumati nelle corrette quantità e frequenza, avendo invece un ruolo fondamentale nel contrastare l’obesità di bambini e adulti.

L’Onu propone le etichette

Secondo l’Oms si tratta invece di alimenti associati a malattie non trasmissibili, quali diabete, patologie cardiovascolari, tumori, malattie che sono responsabili di un numero di morti che si potrebbe limitare di un terzo entro il 2030, applicando etichette che indicano come questi prodotti possano nuocere gravemente alla salute. Una scelta che secondo Coldiretti “colpisce oltre un prodotto agroalimentare Made in Italy esportato su tre, con effetti gravissimi sull’economia del Paese ma anche sulla salute dei cittadini”

Penalizzati i prodotti Made in Italy

In un report del mese scorso, intitolato “Time to deliver”, l’Oms aveva già elencato una serie di raccomandazioni per migliorare l’alimentazione, ma se ne discuterà in modo più approfondito il 27 settembre a New York.
“Sulla scorta dei sistemi di etichetta a semaforo adottati in Gran Bretagna e Francia – spiega Coldiretti – l’Onu, nella terza riunione sulle malattie non trasmissibili il 27 settembre, si prepara a penalizzare i prodotti che contengono zuccheri, grassi e sale, equiparandoli di fatto alle sigarette con l’inserimento di immagini choc sulle confezioni per scoraggiarne il consumo, mentre darebbe il via libera a tutti i prodotti dietetici e poveri di zuccheri delle multinazionali, come ad esempio le bibite gassate ricche di aspartame”.

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Farmaci, allarme Oms: uno su due viene assunto male https://www.datamanager.it/2018/07/farmaci-allarme-oms-uno-su-due-viene-assunto-male/ Thu, 19 Jul 2018 12:14:05 +0000 http://www.datamanager.it/?p=151698 La maggior parte dei farmaci prescritti viene assunta in modo scorretto, causando quasi 200mila morti all’anno Sono 194.500 le morti causate da una scorretta assunzione dei farmaci, che in Europa si verifica dal 30 al 50% dei casi. E’ questo l’allarme lanciato dall’Organizzazione mondiale della sanità, che quantifica anche il costo degli errori nell’assunzione di […]

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La maggior parte dei farmaci prescritti viene assunta in modo scorretto, causando quasi 200mila morti all’anno

Sono 194.500 le morti causate da una scorretta assunzione dei farmaci, che in Europa si verifica dal 30 al 50% dei casi. E’ questo l’allarme lanciato dall’Organizzazione mondiale della sanità, che quantifica anche il costo degli errori nell’assunzione di medicinali in 125 miliardi di euro l’anno.

Farmaci saltati o assunti in dosi errate

Spesso i farmaci vengono dimenticati, saltati, confusi o assunti in dosi inferiori o eccessive rispetto alle prescrizioni. L’Oms aveva anche messo in guardia nei confronti della pratica molto diffusa di dividere a metà le compresse di farmaci, un’abitudine che può essere molto dannosa per la salute. Sono soprattuto i malati cronici interessati da questo problema e d’altra parte le Regioni attuano ancora scarsa informazione verso i pazienti. La denuncia arriva da un’analisi sull’aderenza terapeutica realizzata da Cittadinanz attiva-Tribunale per i diritti del malato, presentata a Roma.

Da cosa dipende l’uso scorretto?

I fattori che portano le persone ad assumere i farmaci in modo scorretto sono vari: dalle malattie croniche alla frustrazione per l’inefficacia delle cure, alla scarsa comprensione sulla terapia da seguire.

Per migliorare l’aderenza, 13 Regioni puntano soprattutto sui medici di famiglia, seguiti da specialisti, farmacisti e infermieri. Nessuna Regione ritiene prioritario puntare sul care-giver familiare e professionale (come le badanti) e solo Friuli-Venezia Giulia, Molise e Provincia di Trento stanno investendo anche sul ruolo delle associazioni di pazienti.

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Disease X, misterioso virus killer potrebbe causare un’epidemia globale https://www.datamanager.it/2018/03/disease-x-misterioso-virus-killer-causare-unepidemia-globale/ Mon, 12 Mar 2018 09:31:58 +0000 http://www.datamanager.it/?p=143283 Classificato dall’Oms tra i patogeni più temibili, potrebbe diventare il virus letale del nuovo secolo Disease X è il nome dell’ultima malattia introdotta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nella classifica dei patogeni più pericolosi, in grado potenzialmente di causare un’epidemia su scala mondiale. Probabilmente creato dall’uomo e proprio per questo difficile da debellare, in quanto il […]

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Classificato dall’Oms tra i patogeni più temibili, potrebbe diventare il virus letale del nuovo secolo

Disease X è il nome dell’ultima malattia introdotta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nella classifica dei patogeni più pericolosi, in grado potenzialmente di causare un’epidemia su scala mondiale.

Probabilmente creato dall’uomo e proprio per questo difficile da debellare, in quanto il corpo umano non ha ancora sviluppato anticorpi in grado di respingerlo, gli scienziati ritengono possa essersi sviluppato da mutazioni biologiche come l’Hiv, ma c’è anche la possibilità che sia stato generato come arma terroristica o che sia frutto di un incidente.

Un agente patogeno ancora sconosciuto

«Il Disease X rappresenta la consapevolezza che una grave epidemia internazionale potrebbe essere causata da un agente patogeno attualmente sconosciuto», allerta l’Oms. Per il consigliere dell’organizzazione, Marion Koopmans, «l’intensità del contatto umano e animale sta crescendo sempre di più con lo sviluppo del mondo, e questo rende più facile l’emergere di nuove malattie». «Ma anche i viaggi e il commercio moderni – ha aggiunto – rendono molto più probabile la loro diffusione».

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L’Oms non ha incluso la Malattia X nella List of Blueprint priority diseases del 2018 insieme ad altri virus come Ebola, Zika, Mers o Marburg per spaventare le persone, ma per sensibilizzare i governi verso questo nuova minaccia, che fa parte di quei pericoli non prevedibili e pertanto molto insidiosi.

Nella maggior dei casi le epidemie si diffondono senza alcun preavviso, come avvenuto per Zika in Sud America e nei Caraibi nel 2015-2016. Questa è la terza volta che l’agenzia dell’Onu per la salute ha convocato il comitato di esperti su virus, batteri e malattie infettive per discutere su potenziali epidemie.

L’ipotesi arma biologica

Tra le possibili origini della Malattia X c’è anche la sua creazione in laboratorio come arma da parte di uno stato – come Corea del Nord o Siria, note per l’uso di armi chimiche – o da parte di organizzazioni terroristiche come Isis o Al Qaeda. A rendere possibile la creazione di un virus simile sono anche le ultime conquiste scientifiche tra cui l’editing genetico, che in combinazione con le tecnologie attuali rendono possibile lo sviluppo di armi biologiche rispetto ai tempi della Guerra Fredda. Ad avvalorare questa ipotesi è anche una serie di precedenti, come l’agente nervino sconosciuto sarebbe stato usato nel recente tentato omicidio dell’ex spia russa Serghei Skripal e sua figlia Yulia, trovati privi di conoscenza all’esterno di un centro commerciale di Salisbury, in Inghilterra. Pyongyang invece ha usato il Vx, un altro agente nervino, per assassinare l’anno scorso Kim Jong-nam, fratellastro di Kim Jong-un.

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Allarme super batterio, resistente a tutti gli antibiotici https://www.datamanager.it/2017/10/allarme-super-batterio-resistente-tutti-gli-antibiotici/ Tue, 10 Oct 2017 10:28:55 +0000 http://www.datamanager.it/?p=132532 Apocalisse antibiotica minaccia anche l’Italia, non esiste una cura A lanciare l’allarme globale per la diffusione del super batterio resistente a tutti i tipi di antibiotici è un team di scienziati americani a un congresso dell’American Society for Microbiology. Il batterio contiene un gene chiamato Mcr-1 e si sta diffondendo nel mondo a una velocità […]

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Apocalisse antibiotica minaccia anche l’Italia, non esiste una cura

A lanciare l’allarme globale per la diffusione del super batterio resistente a tutti i tipi di antibiotici è un team di scienziati americani a un congresso dell’American Society for Microbiology. Il batterio contiene un gene chiamato Mcr-1 e si sta diffondendo nel mondo a una velocità inimmaginabile: individuato per la prima volta 18 mesi fa, è già presente nel 25% dei pazienti ricoverati in ospedale in alcune aree della Cina e si sta diffondendo anche negli Stati Uniti e in altri 20 paesi. 

Ciò che rende estremamente pericoloso questo batterio è la sua capacità di resistere anche alla Colistina, l’ultima arma antibiotica rimasta ai medici per fronteggiare la diffusione dei super batteri resistenti agli antibiotici. Si prospetta quindi uno scenario apocalittico in un futuro prossimo, quando banali infezioni o interventi chirurgici come una semplice appendicectomia potrebbero mettere a rischio la vita dei pazienti.

Una minaccia sempre più grave

Questa settimana a Berlino si terrà una conferenza a cui parteciperanno il governo britannico, le Nazioni Unite, il Wellcome Trust e i governi di altri paesi, per discutere la preoccupante questione e sensibilizzare le case farmaceutiche a continuare e avanzare con la ricerca per risolvere questo problema. Secondo un report rilasciato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, la diffusione dei super batteri e l’aumento della resistenza antimicrobica rappresentano una minaccia sempre più grave per l’umanità. L’Italia è molto sensibile a questo problema, dato che va al nostro Paese il primato negativo per l’uso scorretto e l’abuso di antibiotici, che favorisce lo sviluppo di super batteri.  Questo ha spinto molti medici a ricorrere alla Colistina, un antibiotico che era in disuso dagli anni 50 anche a causa dei pesanti effetti collaterali sui reni.

Verso un apocalisse antibiotica

La diffusione dell’Mcr-1 rende ora inutile anche questo farmaco: «Il mondo rischia di trovarsi di fronte a un’apocalisse antibiotica – ha detto al Guardian Sally Davies, Chief Medical Officer del Regno Unito -. Se non si fa qualcosa, operazioni di routine e semplici ferite potranno diventare mortali». Attualmente 700 mila persone muoiono ogni anno per infezioni resistenti agli antibiotici e questo numero salirà a 10 milioni nel 2050. La tubercolosi, tornata a Questa situazione «rappresenta il pericolo più grande per l’umanità in anni recenti» spiegano gli scienziati. Sir Jim O’Neil, che parlerà al convegno di Berlino, accusa i medici, «che dovrebbero smetterla di prescrivere antibiotici quando non è necessario, come purtroppo si fa dagli Anni 50».

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Super batteri, gli antibiotici stanno per finire https://www.datamanager.it/2017/09/super-batteri-gli-antibiotici-stanno-finire/ Fri, 22 Sep 2017 10:31:52 +0000 http://www.datamanager.it/?p=131495 L’Oms lancia l’allarme: solo 8 su 51 molecole sono potenzialmente efficaci Secondo un report rilasciato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, la diffusione dei super batteri e l’aumento della resistenza antimicrobica rappresentano una minaccia sempre più grave per l’umanità. Ad oggi su 51 molecole in sperimentazione, soltanto 8 sono in grado di contrastare quei ceppi batterici che non […]

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L’Oms lancia l’allarme: solo 8 su 51 molecole sono potenzialmente efficaci

Secondo un report rilasciato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, la diffusione dei super batteri e l’aumento della resistenza antimicrobica rappresentano una minaccia sempre più grave per l’umanità. Ad oggi su 51 molecole in sperimentazione, soltanto 8 sono in grado di contrastare quei ceppi batterici che non rispondono ormai più alle terapie esistenti. Sono circa 250.000 le persone all’anno che muoiono di tubercolosi multiresistente, una variante più aggressiva e potente di quella comunemente nota.

Mancano trattamenti efficaci

L’Italia è molto sensibile a questo problema, dato che va al nostro Paese il primato negativo per l’uso scorretto e l’abuso di antibiotici, che favorisce lo sviluppo di super batteri. Una media del 5% dei pazienti ospedalizzati contrae una infezione durante il periodo di degenza e dal 7% al 9% dei pazienti ricoverati a un dato momento risulta infetto, fenomeno che sta coinvolgendo sempre più anche l’ambito neonatale.

Il fatto che soltanto otto molecole siano efficaci contro le infezioni batteriche ad alto rischio è un risultato preoccupante: mancano trattamenti efficaci perfino per Klebsiella e Escherichia Coli, due batteri molto diffusi negli ospedali e nelle case di cura.

Nuove iniziative e linee guida

L’Oms e l’organizzazione Drugs for Negleted Diseases Initiative (Dndi) hanno lanciato la Global Antibiotic Research and Development Partnership (Gardp), un’iniziativa internazionale allo scopo cercare soluzioni condivise per affrontare i problemi legati alla resistenza agli antibiotici. Il progetto è stato accolto con favore in tutto il mondo: il 4 settembre 2017, sei Paesi (Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Sudafrica, Svizzera, Regno Unito) e la fondazione Wellcom Trust hanno investito più di 56 milioni nello sviluppo di nuovi farmaci. Accanto a queste iniziative, si stanno ridefinendo le linee guida per l’utilizzo responsabile degli antibiotici uso in ambito sanitario, negli allevamenti e nell’agricoltura.

“La resistenza antimicrobica è un’emergenza sanitaria mondiale che potrebbe compromettere seriamente i progressi della medicina moderna”, ha commentato il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus. “Per contrastare le patologie antibiotico – resistenti, inclusa la Tbc, è urgente investire nella ricerca e nello sviluppo di nuovi farmaci. “Se non troveremo una soluzione – continua l’esperto – torneremo al passato, quando le infezioni comuni facevano paura e un piccolo intervento chirurgico poteva costare la vita”.

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Depressione, in aumento i suicidi tra i giovani https://www.datamanager.it/2017/02/depressione-aumento-suicidi-giovani/ Mon, 27 Feb 2017 13:43:43 +0000 http://www.datamanager.it/?p=120060 L’Oms lancia l’allarme, il male oscuro aumentato del 20% in 10 anni Non è la prima volta che l’Organizzazione Mondiale della Sanità diffonde dati preoccupanti relativi all’aumento di casi nel mondo di depressione, tanto che la malattia sarà nel 2020 al secondo posto tra le cause di invalidità. Solo la metà si cura l cosiddetto “male […]

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L’Oms lancia l’allarme, il male oscuro aumentato del 20% in 10 anni

Non è la prima volta che l’Organizzazione Mondiale della Sanità diffonde dati preoccupanti relativi all’aumento di casi nel mondo di depressione, tanto che la malattia sarà nel 2020 al secondo posto tra le cause di invalidità.

Solo la metà si cura

l cosiddetto “male oscuro”, che secondo alcuni studi avrebbe ereditato dai geni dell’uomo di Neanderthal, è diventata oggi la malattia più temuta da un italiano su tre. Questa condizione è cresciuto di quasi il 20% in dieci anni e sarà il tema al centro della Giornata mondiale della Salute che si celebrerà il 7 aprile. Una ricerca americana ha scoperto che la depressione si può trasmettere geneticamente da madre a figlia, rilevandone l’impronta cerebrale lasciata solo nel patrimonio genetico delle figlie femmine. Secondo i dati diffusi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), a soffrirne sono ben 322 milioni di persone, pari al 4,4% della popolazione mondiale, con un’incidenza maggiore tra le donne (5,1%) rispetto agli uomini (3,6%).

Dal 2005 al 2015 la depressione è cresciuta del 18,4% dei casi, ma solo la metà di chi ne è colpito si cura adeguatamente, proporzione che cala al 10% in alcuni paesi poveri. Proprio da questa scarsa consapevolezza diffusa nasce lo slogan pensato per la  Giornata mondiale della Salute 2017, che sarà ”Depressione, parliamone” (Depression: Let’s talk).

I sintomi

L’idea è quella di sensibilizzare chi soffre di questa malattia a parlare dalle propria condizione e cercare aiuto all’esterno. Si tratta però purtroppo di una patologia subdola, che si manifesta inizialmente con una tristezza costante, scarsa stima di sé e perdita di interesse nei confronti delle attività quotidiane. Spesso si ha anche poco appetito, disturbi del sonno, scarsa concentrazione e apatia. Nei casi più gravi si arriva purtroppo persino al suicidio, come dimostrano i dati del  2015 che rivelano il decesso di ben 788.000 persone a causa della depressione. A livello mondiale questa malattia rappresenta l’1,5% di tutti i decessi ed è la seconda causa di morte tra i giovani tra i 15 ed i 29 anni di età.

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Gravidanza, nuove linee guida: obbligatorie 8 visite e un’ecografia https://www.datamanager.it/2016/11/gravidanza-nuove-linee-guida-obbligatorie-8-visite-unecografia/ Wed, 09 Nov 2016 09:58:05 +0000 http://www.datamanager.it/?p=113174 L’Oms ha ritoccato le linee guida associate alla gravidanza per ridurre la mortalità dei feti Spesso le future mamme ricorrono e pratiche di automedicazione, sottovalutando situazioni potenzialmente pericolose sia per il feto che per se stesse. Ecco perché l’Oms ha ritoccato le linee guida legate alla gravidanza introducendo un minimo di 8 visite dal ginecologo […]

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L’Oms ha ritoccato le linee guida associate alla gravidanza per ridurre la mortalità dei feti

Spesso le future mamme ricorrono e pratiche di automedicazione, sottovalutando situazioni potenzialmente pericolose sia per il feto che per se stesse.

Ecco perché l’Oms ha ritoccato le linee guida legate alla gravidanza introducendo un minimo di 8 visite dal ginecologo come soglia di sicurezza necessaria per scongiurare errori, che nei peggiori dei casi possono rivelarsi anche fatali.

Perché si possa considerare un gestazione davvero sicura, bisogna che le donne utilizzino opportuni strumenti diagnostici e si sottopongano a specifici consulti con molta più frequenza, In particolare le visite vanno effettuate in corrispondenza della 20esima, della 26esima, della 30esima, della 36esima, della 38esima e della 38esima settimana di gravidanza, a seguire la prima visita ginecologica, che andrebbe fatta entro le prima 12 settimane dal concepimento.

No alla gravidanza fai da te

Anche le tempistiche relative alla prima ecografia andrebbero anticipate, secondo le nuove linee guida, che raccomandano di effettuare i controlli del caso entro le prime 24 settimane della gravidanza. Questo periodo è infatti considerato decisivo per poter individuare le prime anomalie fetali e per poter intervenire in tempo su eventuali disfunzioni del feto.

Naturalmente non si tratta di obblighi sanciti da una legge, ma solo di indicazioni rese indispensabili a fronte di recentissime stime che parlano di un numero di decessi pari a 303 mila donne in gravidanza e di circa 2,6 milioni deceduti entro le prime 8 settimane dal concepimento.

Un vademecum che invita caldamente ad abbandonare forum online e consigli medici dispensati da sconosciuti orientandosi invece verso un iter gestazionale stabilito dal medico curante, che dovrebbe essere l’unico referente durante i nove mesi di percorso. 

Per non parlare delle cattive abitudini che ancora moltissime future madri mantengono in gravidanza, come bere alcolici (il 50% delle donne incinte italiane) e fumare, nonostante le conseguenze sul feto siano ormai cosa nota.

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Super batteri, forse si potranno sconfiggere con una molecola a forma di stella https://www.datamanager.it/2016/09/super-batteri-forse-si-potranno-sconfiggere-molecola-forma-stella/ Wed, 14 Sep 2016 08:42:23 +0000 http://www.datamanager.it/?p=108759 L’arma per combattere i batteri nell’era post-antibiotici potrebbe essere una catena di proteine in grado di penetrarli e ucciderli Dopo l’allarme generale diffuso dall’Onu circa l’esistenza di un super batteri impossibili da debellare, ora arriva la notizia che accende nuove speranze: una molecola a forma di stella sarebbe in grado uccidere i super batteri resistenti […]

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L’arma per combattere i batteri nell’era post-antibiotici potrebbe essere una catena di proteine in grado di penetrarli e ucciderli

Dopo l’allarme generale diffuso dall’Onu circa l’esistenza di un super batteri impossibili da debellare, ora arriva la notizia che accende nuove speranze: una molecola a forma di stella sarebbe in grado uccidere i super batteri resistenti agli antibiotici. Il caso più recente è quello verificatosi a Firenze, dove è stato scoperto un super batterio resistente anche all’antibiotico colistina, un farmaco salvavita nella lotta ad altri batteri considerati invulnerabili ai farmaci.

L’alternativa ad un mondo senza antibiotici

La molecola è stata scoperta in Australia dai ricercatori dell’Università di Melbourne guidati da Shu Lam, del Gruppo Scienza dei Polimeri, e consiste in una catena ripetuta di proteine capace di penetrare le pareti dei super batteri, sconfiggendoli. La diffusione dei super batteri è una delle più gravi minacce all’umanità, in quanto potrebbe uccidere milioni di persone ogni anno. L’Italia è molto sensibile a questo problema, dato che va al nostro Paese il primato negativo per l’uso scorretto e l’abuso di antibiotici, che favorisce lo sviluppo di super batteri. Una media del 5% dei pazienti ospedalizzati contrae una infezione durante il periodo di degenza e dal 7% al 9% dei pazienti ricoverati a un dato momento risulta infetto, fenomeno che sta coinvolgendo sempre più anche l’ambito neonatale.

La molecola SNAPPs

La nuova molecola è stata chiamata SNAPPs (Structurally Nanoengineered Antimicrobial Peptide Polymers) e altri gruppi di ricerca hanno sperimentato in passato peptidi antimicrobici, scoprendo che questi erano altamente tossici per l’organismo ospitante. Lam ha disegnato catene proteiche in forma di stelle con 16 o 32 braccia con un diametro maggiore (molto più grande dei 10 nanometri dei vecchi peptidi) e le maggiori dimensioni non sembrano danneggiare le cellule sane attorno ai batteri.

“Questo peptide polimerizzato può uccidere i batteri in una moltitudine di modi”, scrive Lam sulla rivista Nature Microbiology.

“È in grado di penetrare le pareti delle cellule, ma può anche indurre le cellule stesse ad autodistruggersi. L’obiettivo è creare migliori alternative agli antibiotici”, aggiunge.

Sperimentata in provetta su sei differenti super batteri, è in grado di uccidere i batteri senza danneggiare i globuli rossi. I ricercatori però rimarcano che lo studio è ancora in una fase iniziale, che prevede che successivamente venga testata l’efficacia del peptide su altre classi di batteri. Bisognerà inoltre aumentare la ricerca in vivo per sperimentare i limiti della sua tossicità.

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Cambiamenti climatici, allarme OMS: 250mila morti in più all’anno https://www.datamanager.it/2016/07/cambiamenti-climatici-allarme-oms-250mila-morti-piu-allanno/ Tue, 12 Jul 2016 13:28:13 +0000 http://www.datamanager.it/?p=105436 Le vittime degli effetti dei cambiamenti climatici aumenteranno inesorabilmente nei prossimi anni L’allarme è stato lanciato per l’ennesima volta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che a partire dal 2030 stima 250 mila morti in più all’anno dovuti al surriscaldamento globale del nostro Pianeta. Dati che sono stati resi noti nell’ambito della seconda conferenza sul clima svoltasi […]

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Le vittime degli effetti dei cambiamenti climatici aumenteranno inesorabilmente nei prossimi anni

L’allarme è stato lanciato per l’ennesima volta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che a partire dal 2030 stima 250 mila morti in più all’anno dovuti al surriscaldamento globale del nostro Pianeta. Dati che sono stati resi noti nell’ambito della seconda conferenza sul clima svoltasi a Parigi.

Le vittime del caldo presentano sintomi quali stress, malnutrizione infantile, malaria e diarrea. L’incontro tra i ministri della Salute dei governi mondiali, voluto dall’Oms e dal governo francese è solo una prima tappa verso la Conferenza sul clima COP22, in programma in Marocco il prossimo novembre.

I Governi devono intervenire

”Il peso delle malattie e delle morti causate dai cambiamenti climatici e dall’inquinamento dell’aria – spiega Flavia Bustreo, vice direttore generale Salute della famiglia, delle donne e dei bambini dell’Oms – non solo è tragico, ma anche evitabile. Stiamo lavorando con i governi e le comunità internazionali per contribuire al tentativo di mitigare gli effetti del cambiamento climatico. Monitoreremo attentamente i progressi, per tracciare e comunicare i risultati sulla salute e condividere quelle azioni che si traducono in vite salvate”.

Emerge anche che solo l’1,5% dei finanziamenti internazionali è destinato ai cambiamenti climatici e a progetti per la salute, mentre i costi dei danni diretti alla salute dovuti al clima saranno compresi tra i 2 e i 4 miliardi di dollari entro il 2030. Gli esperti hanno previsto un innalzamento delle temperature fino a quasi 5 gradi nei prossimi 100 anni, tanto che bisognerebbe correre ai ripari entro il 2030 se si vuole sperare di salvare il Pianeta. Il surriscaldamento globale sta progressivamente  sciogliendo i ghiacci minacciando gravemente la biodiversità e mettendo a rischio ben 720 patrimoni dell’UNESCO. La causa principale è sempre l’uomo, che incidendo profondamente sul clima metterà gravemente a rischio la nostra salute nel prossimo futuro.

Cina e India le più colpite

Alla luce di questo drammatico quadro è ancora fondamentale che i Paesi adottino politiche volte a ridurre gli effetti del clima su settori economici come i trasporti e l’energia, favorendo l’uso di sistemi di trasporto più sostenibili come le due ruote o gli spostamenti a piedi, incoraggiando così anche l’attività fisica.

Del resto, le stime sono catastrofiche e fanno pensare ad una apocalisse meteorologica: nei prossimi 15 anni le ondate di calore causeranno 38 mila morti; la diarrea mieterà 48 mila vittime; la malaria 60 mila; la malnutrizione 95 mila.

India e la Cina saranno i Paesi più colpiti, un tragico scenario al quale sembra sempre più difficile porre rimedio.

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Depressione, la malattia più temuta da 1 italiano su 3 https://www.datamanager.it/2016/06/depressione-la-malattia-piu-temuta-1-italiano-3/ Thu, 23 Jun 2016 12:18:57 +0000 http://www.datamanager.it/?p=104147 E’ la depressione la patologia più temuta dopo il cancro, eppure è ancora sottovalutata e pochi si curano Il “male di vivere” che l’uomo moderno secondo alcuni studi avrebbe ereditato dai geni dell’uomo di Neanderthal, è diventata oggi la malattia più temuta, la vera piaga della società contemporanea. Del resto l’Oms ha già lanciato un […]

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E’ la depressione la patologia più temuta dopo il cancro, eppure è ancora sottovalutata e pochi si curano

Il “male di vivere” che l’uomo moderno secondo alcuni studi avrebbe ereditato dai geni dell’uomo di Neanderthal, è diventata oggi la malattia più temuta, la vera piaga della società contemporanea. Del resto l’Oms ha già lanciato un allarme per il preoccupante aumento nel mondo di casi di depressione, tanto che la malattia sarà nel 2020 al secondo posto tra le cause di invalidità. Eppure spesso i sintomi di questa condizione, quali solitudine, tristezza, insonnia, vengono sottovalutati e la malattia non viene curata. 

Quanto costa curarsi?

Curarla può costare fino a 11.000 euro l’anno a paziente solo per farmaci, complicanze e ricoveri e nel nostro Paese solo un italiano su tre intraprende un percorso terapeutico.

Chi non si cura è perché la ritiene una condizione mentale con cui convivere, mentre un terzo di chi ne soffre non viene curato adeguatamente. Molti aspettano persino due anni prima di avere una diagnosi. Questo è il quadro emerso dall’indagine svolta ad Onda, l’osservatorio nazionale sulla salute della donna, presentata oggi nel corso di una conferenza stampa a Montecitorio.

“La depressione entro il 2030 costituirà, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, la malattia cronica più diffusa”, ricorda Francesca Merzagora, presidente di Onda. Solo in Italia infatti “ne soffrono 4,5 milioni di persone, soprattutto donne. In particolare sarebbero maggiormente a rischio le gestanti, soprattutto se migranti, così come chi vive situazioni di violenza nella coppia”.

Fra l’altro una ricerca americana ha scoperto che la depressione si può trasmettere geneticamente da madre a figlia, rilevandone l’impronta cerebrale lasciata solo nel patrimonio genetico delle figlie femmine.

Rimedi per combatterla

Ma come si può sconfiggere la depressione? Oltre ai farmaci, che in alcuni casi accompagnano il percorso terapeutico psicologico, anche l’esercizio fisico può essere di grande aiuto. Un recente studio sostiene che la sostanza psicoattiva contenuta nei funghi allucinogeni potrebbe rivelarsi un toccasana per combattere la depressione nei casi di resistenza ai farmaci. Un’altra ricerca aveva individuato nella ketamina un possibile rimedio alla depressione, disturbo che secondo alcuni ricercatori porterebbe ad invecchiamento precoce. C’è chi dice che il vino, se bevuto in piccole dosi, sia di grande aiuto; è stato persino inventato uno spray nasale che sembra dare ottimi risultati, anche se che alcuni studiosi sostengono che il sorriso sia la miglior medicina, così come circondarsi di buoni amici.

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